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2 dicembre 2007

Le priorità della Farnesina in Medio Oriente

 Equivicinanza? Si, ma tra Hezbollah e Hamas



Dalema a Beirut













le detta il ministro degli esteri con la keffia

Testata: L'Unità
Data: 01 dicembre 2007
Pagina: 10
Autore: Umberto De Giovannangeli
Titolo: «Dal Medio Oriente al Kosovo, i dossier-priorità dell'Italia all'Onu»

Da oggi l'Italia è il paese presidente di turno del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, ce lo ricorda premurosamente dalle colonne dell'UNITA' ,oggi 01/12/2007, a pag.10, Umberto De Giovannangeli, preoccupato che la Farnesina, guidata dall'equidistante Massimo D'Alema, si trovi con troppi problemi sul tavolo.  Il primo, ci ricorda  Udg, è il Medio Oriente. Ecco cosa scrive: "  Due sono le direttrici su cui l’Italia intende marciare: in primo luogo, dare seguito immediato alla Conferenza di Annapolis. In questo ambito, l’Italia intende riproporre in sede di Consiglio di Sicurezza la necessità di sostenere, con un piano ad hoc, la ricostruzione nei Territori, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di vita della popolazione palestinese, in particolare nella Striscia di Gaza. Il dossier mediorientale riguarda anche un’altra situazione caldissima: il Libano. In programma, spiega la fonte diplomatica, è una relazione del segretario generale dell’Onu, Ban ki-moon, sullo stato di attuazione della risoluzione 1701, sulla base della quale si è realizzata la missione «Unfil 2» nel Sud Libano." Come si vede, dal Medio Oriente, sono rigorosamente esclusi alcuni problemi di poco conto, quali , , < la destabilizzazione del Libano ad opera della Siria>, ecc. Sembra, ma non solo sembra,e se lo scrive l'UNITA' c'é da crederci, che la preoccupazione maggiore della nostra politica estera in Medio Oriente siano le condizioni di vita dei palestinesi. Che sarà pure un argomento serio da affrontare, ma che a noi pare piuttosto una conseguenza delle attività dei loro dirigenti, impegnato a combattero lo Stato ebraico, invece di pensare al benessere dei loro cittadini. Sapendo che la sicurezza non è una priorità per il nostro ministro degli esteri, conosciamo fin da subito quello che ci aspetta.

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lettere@unita.it


2 dicembre 2007

Il caso del Dalai Lama (La sinistra del “vorrei ma non posso…”)

 
Il Dalai Lama con Marco Zacchera

Difficile non mettere in crisi le diverse anime della sinistra italiana quando c’è da trovare una quadra dovendo difendere interessi troppi divergenti e costringendola così ad un sostanziale immobilismo. L’ultima occasione di strappo interno è la prossima visita del Dalai Lama in Italia che a metà dicembre lo vedrà per una settimana in visita a diverse località della penisola. Ospite benvenuto, ma anche scomodo vista l’ evidente irritazione di Pechino ad un eventuale ricevimento del Dalai Lama che risultasse troppo caloroso o a livello istituzionale troppo elevato. Il caso è scoppiato a Torino – dove è stata cancellata la visita di un ministro cinese dopo che il Consiglio Regionale del Piemonte aveva invitato Tenzin Gyatso ad una conferenza – ma soprattutto a Roma, dove il Dalai Lama è invitato da Veltroni ma Fausto Bertinotti ha detto “no” alla richiesta della maggioranza dei deputati (di ogni gruppo politico salvo il PCDI) che chiedevano che il Dalai Lama potesse portare un saluto all’aula, come avvenne per Arafat, Re Juan Carlos di Spagna e Giovanni Paolo II, o almeno affacciarsi alla tribuna. Timoroso delle ripercussioni, il programma di Bertinotti prevede quindi un taglio decisamente più sobrio e nessuna cerimonia pubblica o in aula. Una volta di più l’Italia si ferma un passo prima del dimostrare coraggio, quel coraggio che per esempio ha avuto recentemente la cancelliera tedesca Angela Merkel ricevendo pubblicamente il Dalai Lama o il congresso degli Strati Uniti che - pur a maggioranza democratica - non ha esitato ad invitarlo perché parlasse all’assemblea riunita in forma solenne. Il problema non è certo spirituale, ma politico, con la Cina da sempre porta avanti una politica di delegittimazione del leader tibetano nonostante che il Dalai Lama ribadisca di non ritenersi una autorità politica ma religiosa, non chieda più l’indipendenza del Tibet ma solo una larga autonomia. Pechino considera e tratta il Dalai Lama come “terrorista” (!) e chi non ha il coraggio di protestare per questo evidentemente ha dei timori reverenziali nel ricordare la verità storica della violenta occupazione militare cinese del Tibet. Ancora più grave è far finta di non vedere l’evidente tentativo di “normalizzare” il Tibet in questi ultimi anni violandone l’anima prima ancora che i costumi e le tradizioni popolari. I quartieri di Lasha dove i palazzi d’acciaio hanno sostituito l’architettura tradizionale, abbattuta in modo devastante, ne sono l’esempio più umiliante con la cacofonia dei karaoke che hanno cancellato le preghiere dei monaci. Davanti a questa situazione gran parte del mondo occidentale ostenta ipocriti, grandi elogi verbali al Dalai Lama ma – come l’Italia - non osa poi sfidare il colosso cinese dimostrando che la “realpolitik” degli affari vale di più degli ideali e dei principi. E’ tipico delle società e delle nazioni deboli che temono quelle più forti di loro, magari senza rendersi conto che oggi la Cina è non solo un formidabile impero economico, ma anche una nazione dove non sarà possibile per lungo tempo negare la realtà e la necessità di un riconoscimento più vasto dei diritti umani, a partire da questioni come la pena di morte, il rispetto dell’ambiente, lo sfruttamento di centinaia di milioni di persone e la stessa questione del Tibet. Per tutto questo – convinti – avevamo sottoscritto l’appello a Bertinotti: dimostrasse l’Italia di non aver nulla “contro” la Cina, ma allo stesso tempo rivendicasse la grande validità del messaggio non violento del Dalai Lama, premio Nobel della pace. Un simbolo soprattutto portatore di valori di cui anche la Cina avrebbe grande bisogno per non implodere presto al proprio interno. Chi nota come le cronache politiche di queste settimane siano piene di dichiarazioni di “vorrei ma non posso” da parte di questo o quell’esponente di maggioranza avrà un’ulteriore conferma della reciproca loro debolezza. Chi pensava - che almeno in questa occasione - Prodi e la sinistra avessero il coraggio di rompere un tabù rimarrà deluso, certo è davvero emblematico che - pur di galleggiare - questa sinistra abbia davvero sacrificato ogni anima e ogni principio.

Marco Zacchera


2 dicembre 2007

Gaza: colpi mortai su kibbutz

 

Almeno otto ordigni sono esplosi nel villaggio

 Un attacco senza danni ne' vittime e' stato sferrato da palestinesi ai margini della striscia di Gaza contro il kibbutz di Nahal Oz. I mortai palestinesi sono entrati in azione colpendo a ripetizione le case del kibbutz. Almeno otto ordigni sono esplosi nel villaggio, altrettanti sono caduti nei campi vicini. Intanto, dopo sei mesi e' stato riaperto il valico di Rafah.(Il lancio di mortai è stato il ringraziamento!)  Oggi 200 palestinesi hanno attraversato la frontiera.


2 dicembre 2007

Suvvia, Condoleeza

 

In questi giorni si leggono solo analisi sul summit di Annapolis, qualcuno lo chiama persino "summit per la pace", c'e' chi e' a favore, c'e' chi e' contro, c'e' chi e' ottimista e chi vede tutto nero.

Siccome io sono dell'idea che tutto finira' come le infinite altre volte, cioe' senza risultati se non tanti  soldi per i palestinesi che hanno appena chiesto ai paesi donatori altri 5 miliardi e mezzo di dollari,  preferisco informarmi sui retroscena del summit, e' piu' divertente e da l'idea  di chi sono gli arabi che hanno accettato l'invito di Bush e anche di cosa stia cambiando nella politica degli USA mentre si avvicinano le elezioni.
Le discriminazioni nei confronti di Israele sono evidenti fin dal primo giorno: l'albergo che ospita gli israeliani non ha nemmeno una bandiera, gli alberghi che ospitano palestinesi e delegazioni arabe sono letteralmente ricoperti delle bandiere delle nazioni presenti.
I sauditi e il mondo arabo hanno posto un diktat  subito eseguito dagli USA, cioe' entrate separate per gli ebrei, sale separate per gli ebrei, divieto alle telecamere di riprendere il pubblico arabo presente durante il discorso di Olmert.
Insomma ad Annapolis dove il clima dovrebbe essere calmo e disteso e decentemente amichevole, visto che il summit e' stato organizzato per dare l'avvio a colloqui di pace...pac....pa....p..., gli arabi sono riusciti a creare una situazione di apartheid nei confronti di Israele, simile alla politica dei loro paesi dove nessun ebreo puo' mettere piede.
Nessun arabo da la mano a un israeliano, nessun israeliano deve avvicinarsi alle delegazioni arabe, un giornalista che il primo giorno del summit, ignaro dell'apartheid imposta, si era avvicinato sorridendo ammiccante ai sauditi, era stato poco gentilmente allontanato a spintoni e urla.
Mannaggia, eppure  doveva essere un summit per iniziare un dialogo di p....p......pa....pace!!!! 

Dalema a Beirut
Ma quando mai!
Come li chiamava  Oriana Fallaci? Figli di Allah? Io sarei meno gentile perche' hanno stufato, perche' hanno letteralmente rotto le scatole, perche' sono dei fetenti, perche' l'unica cosa che vogliono non e' la pace, ne' relazioni diplomatiche con Israele ma vogliono questo pezzo di terra, vogliono questi 20.000 kilometri di civilta' e cultura, di coltivazioni e giardini per ridurla a deserto, pascolarvi i loro cammelli  e introdurre la legge della sharia.
Questo e' quello che vogliono e il governo Bush a pochi mesi dalla fine del mandato incomincia a dargli corda quindi dobbiamo sentire, inorriditi,  Condoleeza Rice dire:
 " Lo so cosa significa non potervi muovere liberamente perche' siete palestinesi, io capisco la vostra umiliazione"
 
Ma come, figlia di Abramo Lincoln, ma come, lei mette la fu segregazione razziale americana sullo stesso piano delle  misure di sicurezza prese per difendersi da una popolazione da cui escono i kamikaze, che  appoggia la politica del terrore, che considera eroi gli assassini di ebrei, che sciama per le piazze e per le strade ballando per ogni bambino ebreo ammazzato!
Ma come, Condie, lei ha osato obbligare il Ministro degli esteri di Israele ad entrare nella sala delle riunioni passando dalla porta di servizio per non offendere la sensibilita' di quei beduini grondanti miliardi anche dai buchi del naso.  
Pochi giorni prima dell'inizio del summit, Fatah (non hamas) aveva  ammazzato Ido Zoltan, solo perche' era un ebreo, non aveva fatto niente, andava per la sua strada.
Come ringraziamento Israele ha promesso la liberazione di  altri 429 prigionieri palestinesi  che verranno mandati a casa lunedi' e ha tolto 24 check point.
Condoleeza, trovo molto disonesto e vigliacco usare Israele per guadagnare i voti dei milioni di arabi e islamici americani alle prossime elezioni.
Il documento diffuso ad Annapolis contiene addirittura la promessa che Israele e OLP saranno uniti  "per diffondere la cultura della pace  e della non violenza ..."
Ma chi ha scritto questa porcheria? Ma gli israeliani che l'hanno letta non si sono rotolati per terra dalle risate? Ma e' una barzelletta?
Mentre succedeva tutto questo, mentre la pagliacciata di Annapolis arrivava al culmine, la Televisione dell'Autorita' Palestinese, cioe' l'ANP, cioe' Mahmud Abbas, programmava qualcosa di serio, finalmente,  presentando la mappa di Israele con i colori della bandiera palestinese e un nuovo videoclip in cui si vedevano le madri palestinesi cantare ai loro pargoletti "noi libereremo ogni citta' perche' sono tutte arabe e l'identita' araba vincera'"
e ancora:
" da Gerusalemme ad Acco, da Haifa a Gerico e Gaza a Ramallah, da Betlemme a Jaffo, da Beer Sheva a Ramle, da Nablus alla Galilea, Da Tiberiade a Hebron".
Ecco Miss Rice,  ecco signore e signori, queste sono  le citta' che i palestinesi libereranno, le citta' di Israele .
Altro che cultura della pace e della non violenza, loro non sanno nemmeno cosa sia la pace. Ma sapete di chi state parlando  voi laggiu' in America? State parlando di gente che strappa le budella al nemico , che mette al muro civili israeliani solo perche'  sbagliano strada e li fucila, che usa la menzogna per mettere il mondo intero contro l'unica democrazia del Medioriente. State parlando di gente che non esita ad ammazzare i suoi stessi fratelli per il potere.
Che pace? Che non violenza? ma siete impazziti?
E la sa un'altra cosa Miss Rice? Dopo aver chiesto i 5 miliardi e mezzo per rifarsi il trucco, Mauhmoud Abbas, il moderato, ha nuovamente negato a Israele il diritto di esistere come stato ebraico!
Certamente che lei le sa queste cose, Condoleeza, lei era la' ma evidentemente non gliene potrebbe fregar di meno sempre secondo quella santissima verita' che recita  "Dagli amici ti guardi Iddio che dai nemici mi guardo io".
E cosi', come aveva tentato di fare Clinton, adesso anche Bush col suo segretario di Stato pensano di sacrificare  Israele alla ragion politica.
A questo punto chiunque abbia un po' di sale in zucca si chiede "Ma cosa sono andati a fare a Annapolis?"
Beh, gli israeliani sono andati a farsi offendere dai beduini miliardari nella speranza di aprire l'ennesima porta alla pace e al dialogo.
Complimenti, cosa vi devo dire? .
Gli arabi sono andati per dimostrare al mondo che i padroni sono loro!
Complimenti anche a loro perche' sono i piu' furbi, come tutti i perfidi.
E il governo USA li ha ospitati nel tentativo di rafforzare la figura del presidente.
Complimenti vivissimi e complimenti soprattutto a noi israeliani che abbiamo ancora lo stomaco per sopportare tutto questo senza vomitare.
Intanto, in Italia, per aggiungere perfidia a perfidia,  Massimo D'alema, proprio il 29 novembre anniversario della risoluzione ONU 181 che decretava la fondazione del moderno Stato di Israele, e' andato a tener compagnia ai palestinesi che celebravano"La giornata internazionale di solidarieta' con i diritti dei palestinesi" e  a farsi fotografare, con la kefia al collo,  accanto al trafficante d'armi e filoterrorista Hilarion Capucci.
"Voi sapete che io sono un amico storico dei palestinesi" ha dichiarato il Massimo nazionale alla platea di arabi, palestinesi e comunisti innamorati del terrorismo contro Israele.
Cavolo se lo sappiamo e lo sa molto bene anche il nostro fegato!
Hilarion Capucci arrestato da Israele per traffico d'armi, trovato con le mani nella vaso della marmellata e il bagagliaio della sua bianca Mercedes pieno di armi, liberato dopo che il Vaticano aveva promesso di sorvegliarlo...ahahahaha.... infatti e' libero come un fringuello,  partecipa da anni, in Italia, a manifestazioni contro Israele, famosissima quella di alcuni anni fa, a Roma, fa in cui il prelato marciava accanto a criminali travestiti da kamikaze .
Personaggino ad hoc per  D'alema, appassionatamente innamorato dei peggiori terroristi e loro amici, da Arafat a Ocalan, da Nasrallah a Capucci, appunto.
Aggiungiamo a tutta questa desolazione anche le ong italiane che,con il forum Palestina, amici di chiunque sia contro Israele,   hanno preparato per tutto il 2008 una quantita' industriale di manifestazioni per "due popoli, uno stato".
Insomma,  par di capire che non ci vogliono.
Par di capire che questo piccolo stato, questa meraviglia, questo diamante incastonato nella sabbia  che gli ebrei hanno creato con amore e la speranza di poter finalmente vivere in pace, gli dia proprio tanto fastidio.
Ma nel nostro inno nazionale sta scritto:
"Lihiot Am hofshi' be Arzeinu"
che significa
"essere Popolo libero nella NOSTRA TERRA".
Nostra perche' l'abbiamo amata e invocata mentre ci costringevano all'esilio, nostra perche' abbiamo sfidato il mondo intero per ritornarvi,  nostra perche' l'abbiamo ricomprata da chi preferiva i soldi alle dune di sabbia, nostra perche' l'abbiamo coltivata con amore e disperazione rendendo ogni duna un giardino, nostra perche' l'abbiamo difesa da ogni guerra col sangue dei nostri figli.
Arzeinu, Terra nostra.

Deborah Fait
http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90


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