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31 luglio 2015

Multiculturalismo in crisi Via i crociati. La Svezia scopre in casa le guerre di religione tra profughi

Il vicedirettore dell'Ufficio migrazioni: "Non possiamo dividere i rifugiati secondo il credo religioso".

di Matteo Matzuzzi

Un campo affollato di profughi siriani in Giordania

Roma. Vietato esibire la croce al collo, in catenine, ciondoli o pendagli più o meno lunghi. Vietato entrare nelle stanze adibite alla preghiera verso la Mecca. Vietato mettersi a sedere nelle aree comuni quando queste sono occupate dai fedeli all’islam. Non è un decalogo partorito dalle menti dei jihadisti impegnati nell’edificazione del Califfato nero né una lista di proibizioni che si potrebbe leggere su qualche muro di Mosul o d’ogni altro villaggio o cittadina della piana di Ninive caduta nelle mani di Abu Bakr al Baghdadi. Le direttive arrivano da Monsteras, ridente località svedese sul Mar Baltico che parrebbe uscita dalla fantasia del giovane romanziere Joël Dicker: seimila anime in tutto, pescherecci, biciclette e belle foreste, nient’altro da segnalare. E’ qui che, qualche giorno fa, è avvenuto il tutto, nel centro di prima accoglienza per i profughi siriani richiedenti asilo. Un gruppo di famiglie cristiane è stato costretto a sloggiare dall’edificio perché minacciato dai connazionali musulmani, pure loro profughi scappati dal caos del vicino oriente e pure loro in attesa del disbrigo delle pratiche burocratiche. Non da tutti i musulmani ospiti della casa, chiariscono subito le imbarazzate autorità locali: “Solo un gruppetto ha creato problemi”.

 

ARTICOLI CORRELATI Contro l’ideologia islamista Il veto lgbt sul gay pride "islamofobo" Migranti, no all’integrazione che diventa multiculturalismo Non solo parole. La sfida di Cameron all’islamismo passa per le scuole A ogni modo, “l’atmosfera era diventata troppo intimidatoria per i cristiani, che non hanno trovato nessuno che li aiutasse. Così se ne sono andati”, ha spiegato il vicedirettore dell’Ufficio migrazioni di Kalmar, Mikael Lonnegren. Altre strutture non erano disponibili e a quel punto  i profughi non musulmani si sono cercati “da soli un’altra sistemazione”. La polizia non è intervenuta né lo farà, visto che i cristiani “se ne sono andati volontariamente”. La situazione, a ogni modo, “non può essere sottovalutata e i fatti accaduti sono gravi”, si fa sapere ancora dall’organismo governativo. “Non possiamo dividere i rifugiati secondo il credo religioso”, ha chiarito Lonnegren, quasi a presagire che l’incidente di Monsteras sia solo l’anteprima di quel che potrebbe accadere una volta che i richiedenti asilo dal vicino oriente che sbarcano sulle coste dell’Europa meridionale busseranno alle porte della Svezia, non a caso indicata come la meta prediletta e finale dalla gran maggioranza dei migranti.

 

E’ l’ennesimo campanello d’allarme che suona nella patria che per decenni ha coltivato il sogno di raggiungere l’utopia irenista alimentando la chimera del multiculturalismo, arrivando anche a censurare “Pippi Calzelunghe” perché nell’adattamento televisivo del libro di Astrid Lindgren vi erano “frasi offensive” che avrebbero potuto creare turbamento “ai bambini di etnia differente”. A Stoccolma non pensavano di dover assistere alle risse interconfessionali tra profughi: erano convinti che cose del genere si potessero vedere solo al largo di Lampedusa, tra la Libia e l’Italia, dove qualche mese fa dodici migranti cristiani erano stati gettati in mare dai compagni di traversata musulmani: “Sono stati buttati in mare dagli altri perché cristiani”, aveva detto il Papa nell’omelia a Santa Marta del 21 aprile, dedicata ai nuovi martiri nel mondo. Le autorità svedesi fanno sapere che “chi fugge per ottenere rifugio nel nostro paese deve seguire le nostre leggi, una volta che si trova qui”, tentando così di puntellare un castello di carte che sembra crollare. L’immigrazione massiccia – 100 mila immigrati arrivati solo nel 2014, con i record che vengono puntualmente abbattuti anno dopo anno – ha anche mitigato il consenso un tempo forte della popolazione circa il modo del governo di gestire la questione. Basti ricordare quanto avvenuto tra il 31 dicembre e il 1° gennaio scorsi a Uppsala: una bomba molotov fu gettata contro il muro della moschea, sul quale poco prima era stato impresso un messaggio che non necessita d’interpretazioni. “Go home, muslim shit”.




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29 luglio 2015

La piccola antisemita potenziale terrorista ha preso per i fondelli tutti quanti (perlomeno tutti quelli che non aspettano altro per farsi uscire la lacrimuccia "umanitaria" anti-israeliana e anti-occidentale)

La palestinese che pianse davanti alla Merkel: «Spero che Israele sparisca»

di Marco Pasqua
Le sue lacrime hanno fatto il giro del mondo. Lacrime versate davanti alla cancelliera tedesca, Angela Merkel, alla quale Reem Sahwil, 14enne rifugiata palestinese aveva chiesto di poter rimanere più a lungo in Germania.
Richiesta alla quale la Merkel aveva risposto con una verità lapalissiana: «Non possiamo accogliere tutti». Sedimentata l'onda emotiva collegata a un video che in poche ore ha fatto il giro del mondo, il giornale “Die Welt Am Sonntag" ha dedicato una lunga intervista alla Sahwil, che ha avuto l'effetto di gettare una nuova inquietante luce sulla ragazza palestinese. Alla domanda su cosa fosse la Palestina, la giovane ha risposto, spiazzando il suo interlocutore: «La mia speranza è che prima o poi Israele non ci sia più, e che esista solo la Palestina. Quella terra non dovrebbe più essere chiamata Israele, ma piuttosto Palestina».

A quel punto, l'intervistatore – che ammette di trovarsi in difficoltà di fronte a quell'affermazione chiaramente antisemita - le fa notare che «la Germania non ammette l'odio verso gli ebrei». «Sì, ma qui c'è la libertà di espressione – le ha ribattuto la 14enne – Qui posso affermare cose del genere e sono pronta a confrontarmi su qualsiasi argomento». «La mia patria è la Palestina – ha aggiunto – prima o poi mi trasferirò lì». I suoi nonni vivo in un campo rifugiati in Libano, lo stesso nel quale è nata 14 anni fa.




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28 luglio 2015

La pasta servita in tavola è scadente. Quanto basta per buttarla, con sprezzo, nel cortile. Niente male per migranti in fuga da guerra e fame


E PER FORTUNA CHE SCAPPANO DALLA FAME - “LA CENA FA SCHIFO”! I MIGRANTI OSPITATI IN UN RESIDENCE SUL LITORALE VENETO BUTTANO I VASSOI DALLA FINESTRA - LA MELONI: "L’ITALIA SPENDE 30€ AL GIORNO PER IMMIGRATO. QUEI SOLDI DATELI AI DISOCCUPATI ITALIANI"

Dopo la rivolta del 13 luglio, nuova protesta a Eraclea che ormai è una bomba sociale a orologeria: il sindaco è stremato, la Meloni cavalca la rabbia e attacca il governo: "Avete già messo in ginocchio Eraclea, la sua immagine di località turistica e gli operatori del settore con le vostre folli politiche sull'immigrazione. Dopo l'ennesima protesta di ieri continuerete a dormire o vi svegliate?”...

ERACLEA PROFUGHI 1ERACLEA PROFUGHI 1

Lodovica Bulian per “il Giornale”

 

Non bastava una piccola località balneare trasformata in una pentola a pressione dalla promiscuità tra profughi e turisti. Non bastavano le prenotazioni cancellate, il danno di immagine, il crollo del giro d'affari, la rabbia per albergatori ed esercenti costretti a fare i conti con l'emergenza immigrazione e il degrado, dove a fare soldi sono rimasti solo le coop.

 

Nella minuta Eraclea, un tempo gettonata località balneare del litorale veneto, oggi soffocata da un'ondata di richiedenti asilo che nelle scorse settimane ha toccato quota 300, scoppia una nuova, violenta, protesta. Inscenata dagli stessi migranti ospitati in residence con aria condizionata, balcone e in qualche caso di televisione. Motivo? Non gradiscono il menù che propone la casa, ed è il caos. Urla, rabbia, insulti, cibo e vassoi gettati per strada come spazzatura. 
 

ERACLEA PROFUGHIERACLEA PROFUGHI

Eccola la sollevazione che domenica sera all'ora di cena ha richiesto l'intervento d'urgenza del prefetto Domenico Cuttaia e delle forze dell'ordine accorse al residence «Mimose», dove da inizio stagione continuano ad albergare gratis centinaia di migranti. Prima le grida.

 

Poi la ribellione è sfociata nel lancio dei vassoi nella zona mensa della struttura, tanto da far temere che la situazione potesse sfuggire di mano. Gli alimenti distribuiti dalla cooperativa Solaris, che gestisce l'accoglienza nel residence con i soldi dello Stato - 33 euro al giorno a immigrato - non soddisfano il palato dei richiedenti asilo. La pasta servita in tavola è scadente. Quanto basta per buttarla, con sprezzo, nel cortile. Niente male per migranti in fuga da guerra e fame. 
 

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Se lo stesso governatore Luca Zaia aveva allertato che «non si tratta di profughi ma di emigranti che hanno capito da tempo quanto sia facile restare in Italia anche se non verrà accettata la loro richiesta di asilo. Così sono proprio i profughi veri a rischiare di fare le spese di quest'invasione», ora la tensione è alle stelle. Il clima, in tutta la regione, ormai è all'esasperazione. Eraclea è una bomba sociale a orologeria, la rabbia corre tra i residenti e villeggianti, che di sera hanno paura a uscire di casa. La cittadina, dove c'è pure chi aveva investito nel mattone, che nei mesi scorsi aveva comprato un appartamento proprio alle Mimose e ora vede crollare vertiginosamente il valore dell'investimento, rischia di diventare una nuova Quinto di Treviso.

ERACLEA PROFUGHI 2ERACLEA PROFUGHI 2

 

Il sindaco, Giorgio Talon, è stremato. Giorgia Meloni, Fratelli d'Italia è furiosa: «A chi si lamenta e nel 90% dei casi non ha diritto all'asilo politico, e alle "solidali” cooperative che hanno trasformato l'immigrazione un business, ricordo che lo Stato italiano spende 30 euro al giorno per immigrato.

 

Soldi che l'Italia non prevede invece per i suoi anziani, per i disoccupati, per le famiglie che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese e a mettere in tavola la cena». Poi, la deputata a Matteo Renzi: «Al Governo invece chiedo: avete già messo in ginocchio Eraclea, la sua immagine di località turistica e gli operatori del settore con le vostre folli politiche sull'immigrazione. Dopo l'ennesima protesta di ieri continuerete a dormire o vi svegliate?».
 

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Un film già visto, con la rivolta dello scorso 13 luglio, quando un centinaio di presunti profughi aveva occupato una strada nel centro della città balneare per protestare contro il trattamento riservato dagli «albergatori»: nel mirino degli ospiti ancora una volta pasti ritenuti insufficienti e condizioni igieniche scarse. Intanto gli operatori turistici pensano già di rivolgersi a un legale per chiedere un risarcimento di una stagione andata in fumo.

ERACLEA PROTESTA PROFUGHIERACLEA PROTESTA PROFUGHI


































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28 luglio 2015

..sono pacifici palestinesi pietre e molotov li hanno trovati in moschea è la polizia israeliana cattiva che gli ha impedito di tirarli sulle persone

foto di StandWithUs.

Picture of this EU worker brandishing a rock to throw at Israeli soldiers goes viral. Is this "aid work?" Come on EU!

http://www.dailymail.co.uk/…/EU-funding-illegal-building-We…

Foto di questo lavoratore EU brandendo una roccia buttare a soldati israeliani va virale. È questo "lavoro di aiuto?" Vieni EU! 

http://www.dailymail.co.uk/…/eu-funding-Illegal-Building-We…




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26 luglio 2015

Giovanni Brambilla (giudoitalico) 16 anni lascia questa lettera...... Califfato di Milano 10/06/2055 Cari Papà ,

Vi voglio bene ad entrambi, e vi ringrazio di come mi avete cresciuto. Per fortuna, da tre giorni e' finita la Scuola anche nel nostro Ghetto , e con l'aiuto di Luca, ho individuato il mio Microchip che con una piccola ferita( mi fa ancora un po' male però ) il dottore che voi sapete, abusivamente mi ha tolto, ed ora sono libero di uscire dal ghetto senza far suonare gli allarmi del controllo cellulare. Ho deciso di scappare da questo Califfato, perché sono stufo di vivere in una gabbia come un animale : sempre con Luca, esperto di Informatica , da mesi , eludendo i controlli, riesco a collegarmi con il mondo libero, la Russia specialmente. Ho visto che la', le ragazze come Melissa ( che credo di amare) sono libere di girare col volto scoperto, e di mangiare ciò che gli pare. Io sono stufo di far finta di amare Luca , per non incorrere in punizioni che le regole del ghetto impongono; anche lei scapperà con me, perché anche se si è' fatta infibulare, ed accetta la legge Islamica, LEI è' una ragazza viva , libera e fiera e vuole una famiglia che noi chiamiamo " anomala" con me.
Speriamo di raggiungere San Pietroburgo al più presto, anche se i controlli congiunti Nato/ ISIS sono davvero duri da eludere.....
Ma ho 16 anni e tanta speranza di raggiungere la libertà che qui mi è' negata...
Con affetto vostro Giovanni




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25 luglio 2015

ACCADEVA UN ANNO FA. IL CORAGGIO DI MICHAEL BLOOMBERG


Hamas sparava i suo razzi e Israele si difendeva con il suo supereroe “Iron Dome”, il sistema antimissile che trasforma il cielo del [micro] Stato degli ebrei in una cupola di ferro.

Hamas sapeva bene che lo Stato ebraico viveva e vive di turismo che ogni anno abbatte il record di affluenza dell’anno precedente, e quindi sferra la sua minaccia infame: spareremo i nostri razzi contro l’aeroporto di Tel Aviv. Prima ci fu un ...sussulto, poi la profonda fiducia degli ebrei e degli amici d'Israele negli efficientissimi sistemi di sicurezza israeliani prevale nonostante prima gli Stati Uniti e poi l’Europa si intimoriscano vietando per alcuni giorni di volare in Israele.

In quei giorni solo la compagnia di bandiera israeliana EL AL continuava il suo lavoro quotidiano da e per Israele. Fu in quest’occasione che Michael Bloomberg, magnate americano di fama mondiale, decise di dimostrare al mondo che non bisognava temere. Che Israele, nonostante le minacce dei terroristi, continuava ad essere tra i paesi più sicuri del mondo. « Questa sera volerò a Tel Aviv con EL AL per mostrare solidarietà al popolo d'Israele e dimostrare che volare da e per Israele e’ sicuro. Il Ben Gurion è il più sicuro aeroporto del mondo e i voli EL AL hanno continuato a volare regolarmente. Questa restrizione aerea conferisce una vittoria immeritata ad Hamas e andrebbe tolta immediatamente. Esorto con forza la FAA a cambiare la decisione presa e a consentire alle compagnie aeree americane di volare in Israele»

Altro...
foto di Progetto Dreyfus.




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24 luglio 2015

Lo sapete che anche nei centri di accoglienza in Italia i cristiani subiscono la persecuzione dei musulmani?

È indispensabile che venga immediatamente riconosciuto lo stato di rifugiato politico a tutti i cristiani in fuga dai paesi islamici, sia da parte dell’Italia che dell’Europa, in maniera da levarli dai centri di accoglienza e dalla presenza dei loro persecutori. I cristiani in fuga dagli inferni islamici sono fratelli perseguitati, che hanno rischiato tutto per raggiungere l’Italia e l’Europa, nella speranza di libertà e giustizia, per trovarsi in centri di accoglienza dove, di nuovo, per loro regna la paura, quella paura che da sempre li accompagna, come la loro ombra...(Leggete e commentate una clamorosa denuncia http://bit.ly/1gQxmOE)

foto di Magdi Cristiano Allam.
  veniamo additati come razzisti se esprimiamo le nostre paure e dubbi verso questi arrivi di incerta provenienza, poi gli stessi "rifugiati" Mussulmani si Ritengono In Diritto di Perseguitare i loro Compaesani xké Cristiani? E noi dovremmo credere ad un futuro di Pace con tutti gli islamici che girano x le nostre strade? Mah!!??




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22 luglio 2015

Siamo a un passo dalla guerra civile: Stato e Chiesa sono con i clandestini e contro gli italiani

Siamo a un passo dalla guerra civile: Stato e Chiesa sono con i clandestini e contro gli italiani

(Il Giornale, 22/7/2015) - Siamo a un passo dalla guerra civile. Lo Stato e la Chiesa, i due poteri secolare e spirituale, si rendono conto che gli italiani non solo non si fidano più di nessuna autorità, ma si sentono traditi e umiliati per il fatto che antepongono l’interesse dei clandestini a quello degli italiani? 
Non si era mai visto che i sindacati di Polizia condannino ripetutamente il ministro dell’Interno e dicano di vergognarsi perché vengono obbligati a usare il manganello contro gente perbene. Tutto ciò in un contesto in cui i cittadini, per tutelare legittimamente il valore delle proprie case e per salvaguardare un sistema di vita improntato alla civiltà e alla sicurezza, ormai non si fanno più scrupoli a insorgere  contro le decisioni calate dall’alto di ospitare i clandestini sul proprio territorio. Non era mai successo che il ministro dell’Interno licenzi in tronco un prefetto, in realtà colpevole di aver obbedito agli ordini e brutalmente usato come vittima sacrificale per placare gli animi dei sindaci, contrari ad ospitare i clandestini e a dover corrispondere loro quote dei loro bilanci sempre più erosi dalla voracità di uno Stato ladrone. E che dire del prefetto di Roma che considera razzisti gli italiani perché difendono i propri diritti e promette che, a prescindere dall’atteggiamento degli italiani, i clandestini verranno comunque insediati? Quanto al parroco che vieta l’ingresso in chiesa ai razzisti italiani nel nome di Gesù e chiamando in causa Papa Francesco, è la testimonianza dell’orientamento prevalente in seno a questa nuova Chiesa che esalta la povertà quasi fosse la condizione per la santità, incurante del fatto che gli italiani sono condannati ad essere poveri dalla dittatura finanziaria, eurocratica e partitocratica.
È incredibile l’ostinazione con cui lo Stato si mette contro i propri cittadini pur di favorire l’invasione di clandestini. Renzi ed Alfano la considerano come un fenomeno naturale pari alla migrazione degli uccelli, ritengono che sia assolutamente pacifico che se in Libia si scannano l’Italia debba spalancare le porte a tutti coloro che accampano una ragione anziché un’altra per mettere piede nel Paese del Bengodi. In una famiglia, se i genitori dovessero occuparsi e destinare le loro risorse non ai propri figli ma a degli estranei, finirebbero in galera. Eppure questo Stato anziché occuparsi e destinare le risorse degli italiani agli italiani stessi, elargisce a piene mani denari, servizi e diritti a stranieri di cui oltretutto non sappiamo nulla, dal momento che si presentano sprovvisti di documenti e declinano le generalità a piacimento.
Così come è sconvolgente l’atteggiamento di una Chiesa che si limita ad attuare solo la prima parte dell'esortazione di Gesù “ama il prossimo tuo”, trascurando del tutto la seconda parte “così come ami te stesso”, che significa occuparsi legittimamente del proprio bene e salvaguardare il proprio interesse. Ci vorrebbe un concilio per chiarire una volta per tutte il concetto di “prossimo”. Perché mai secondo questo Papa il prossimo è obbligatoriamente chi sbarca a Lampedusa accampando motivazioni arbitrarie e comunque tutte da verificare, quando per tutti gli italiani il prossimo è giustamente il figlio che non avrà mai un posto di lavoro stabile, il padre disoccupato, il nonno che non potendo sopravvivere con una pensione inferiore ai 500 euro è costretto ad allungare le mani nel cassonetto dell’immondizia per cercare degli avanzi commestibili? Possibile che questo Stato e questa Chiesa non si rendono conto che gli italiani non ce la fanno più?

 




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21 luglio 2015

GRAZIA NONIS - Un poliziotto si schiera dalla parte dei residenti: “Mi vergogno per quello che i miei colleghi hanno fatto a Casale San Nicola”

foto di Magdi Cristiano Allam.
foto di Magdi Cristiano Allam.
foto di Magdi Cristiano Allam.
foto di Magdi Cristiano Allam.


Oddio che stanno facendo, sono impazziti! Questo ho pensato nel vedere i poliziotti caricare donne, uomini, anziani, armati solo di un ventaglio per proteggersi dall’afa. Ho riavvolto il nastro della mia memoria, e il cervello mi ha riproposto le immagini dello scempio del 1°maggio a Milano. Forze dell’ordine che non reagivano, che le buscavano, che osservavano i black bloc ribaltare macchine e cassonetti per dargli fuoco. In quell’occasione “il potere” aveva ordinato “il contenimento dei danni”, il fatevi riempire di botte e lasciate che si sfoghino, non intervenite.

Ieri ho letto la dichiarazione di un poliziotto e la mia rabbia si è placata. Non è verificabile, anonimo, ma mi piace credere che la maggior parte di loro la pensi in questo modo.

Come è possibile, - si chiede il poliziotto - esserci ridotti a manganellare le nostre madri e i nostri padri, per eseguire gli ordini di ladri e mafiosi che stanno al governo? Ci siamo schierati contro la nostra gente per fare posto ad un centinaio di clandestini, che poi sono gli stessi che ogni giorno troviamo a spacciare per le strade di Roma!". E poi arriva un appello che ha del clamoroso: "Io mi rivolgo ai miei colleghi: rifiutatevi! Non obbedite agli ordini di un prefetto come Gabrielli, che ha l’unico scopo di fare carriera politica nel Pd". "E voglio dire ai cittadini che la maggioranza dei poliziotti sono con loro. Ma la questura, - continua il poliziotto - quando c’è una situazione simile, seleziona gli agenti, manda a manganellare chi non vuole i profughi, i “poliziotti adatti”, quella minoranza che per quattro soldi è pronta a tutto. Sanno che se mandassero poliziotti scelti a caso, disobbedirebbero agli ordini". "Da poliziotto - conclude l'agente - chiedo scusa ai residenti di San Nicola, come cittadino sono con voi!".

Il prefetto Gabrielli e gli altri piccoli dittatori di questo indegno paese credono che insultandoci, etichettandoci come razzisti senza cuore riescano a farci capitolare e metterci a tacere. Piglio da duri, muscoli e arroganza, questa è la cura per gli italiani che dicono “Basta!”. Basta all’invasione selvaggia del nostro paese.

I nostri “padroni” pensano di poter risolvere il problema dell’immigrazione facendo i traghettatori, su e giù dalla battigia libica a quella italiana, foraggiando le coop e occupando alberghi e case sfitte. Luoghi mai disponibili per chi ha costruito l’Italia ed ora è costretto a vivere in luoghi di fortuna: roulotte e container per i terremotati, i sedili dell’auto per chi ha perso il lavoro, la pensione del nonno per non morire di fame. Ma sì, fate posto ai profughi e se non c’è n’è lasciate che vaghino, sotto e sopra i ponti, in stazione, al parco giochi. Che si lavino pure nelle nostre fontane, piscino e caghino per strada. E se agli ospiti non piace la location perché lontano dal centro o priva dei più moderni comfort, è giusto scelgano dove essere alloggiati. E poi, che sarà mai qualche televisore lanciato dalla finestra e qualche testa rotta per farci capire i loro gusti. Nemmeno lo stupore ci è concesso, quando apprendiamo che la nave che avrebbe dovuto portare dei migranti in Sardegna è stata “dirottata” in Calabria perché i “profughi” preferivano così. Insomma, è d’obbligo ospitare tutti e chissenefrega se son scappati dalla galera, hanno ucciso, violentato, rubato. L’italiano non deve sapere, mai chiedere, sempre accettare senza fare domande. “Da dove, chi, malattie, religione” è da razzisti. Per farla breve, gli “ospiti” non si controllano perché non c’è tempo, te li tieni come vicino di casa e taci, razzista d’un fascista d’un italiano! E guai a chiedere come mai arrivano in prevalenza uomini. Non si fa. Ma le risposte possono essere solo due: vigliacchi che scappano dalla guerra lasciando mogli, sorelle, madri e figlie oppure bugiardi in rotta verso il paese di Bengodi a pigliar pel culo i nostri ottusi governanti. Nel frattempo, come in un gioco di magia e sottostando a regole che andavano riviste - ma va là! - le frontiere sono magicamente riapparse, solo per noi, gli idioti italiani che hanno l’ordine di assistere impassibili al respingimento dei profughi da parte dei “parenti serpenti” francesi e dai ballerini di walzer viennese.

Ma che brava e vigliacca la banda di Renzi. Noi meritiamo il pugno di ferro, le manganellate e loro calano le ruffiane mutande mostrando organi impotenti ai padroni dell’Unione. Ci hanno venduto all’Europa insieme alle nostre vongole fuori misura, al nostro formaggio che non deve sapere di latte, alle nostre invendibili carote biforcute e alle nostre pensioni che prenderemo dopo morti. Si srotolano come tanti zerbini davanti alla Merkel mentre biascicano un Jawohl! Dobbiamo tenerci i profughi, i clandestini, i migranti? Non è un problema. Volete che li andiamo a prendere in Libia? Non è un problema. Gli altri paesi non li vogliono? Li teniamo noi, non è un problema. Gli italiani si stanno ribellando? Non è un problema, li pieghiamo facendogli assaggiare il bastone




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21 luglio 2015

Mi meraviglia che ci sia da parte di FB tanto zelo nel censurare Magdi Allam, mentre molte nostre segnalazioni su siti antisemiti e di estrema destra non hanno avuto seguito.

foto di Magdi Cristiano Allam.

Buongiorno amici. Per l’ennesima volta Facebook mi ha sospeso, questa volta per 24 ore. E per la prima volta mi ha sospeso senza indicare la ragione della sospensione, evidenziando l’arbitrio con cui opera e il disprezzo per i cittadini e lo stato di diritto che ci tutela.

Ieri ho inviato il seguente messaggio a Facebook: “Per la prima volta mi avete sospeso senza segnalarmi la ragione. Forse che non merito neppure di sapere perché la dittatura informatica di Facebook mi censura? Si tratta di una persecuzione mediatica. Mi state censurando senza la minima ragione. Chi ha preso per l'ennesima volta la decisione di sospendermi o non sa nulla di ciò che fa o è un pazzo da licenziare in tronco. Mi trovo costretto a denunciarvi pubblicamente sulla stampa e in tribunale. Smettetela con questo comportamento vessatorio e dittatoriale. Siamo in uno Stato di diritto e leggi dello Stato che tutelano la libertà d'espressione valgono anche per il Signor Facebook”.

Cari amici è semplicemente inconcepibile che una società privata, dopo aver messo gratuitamente al servizio dei cittadini in tutto il mondo una piattaforma di comunicazione interattiva e dopo averla trasformata nel canale principale di comunicazione informatica, immagini di poter assumere dei comportamenti che sono in flagrante contraddizione con le leggi dello Stato in materia di libertà d’espressione. Così come è inconcepibile che sia sufficiente che un manipolo di mascalzoni si organizzi per segnalare una foto, anche se è stata stradiffusa in tutti i giornali e in tutti i siti di informazione in Internet, sostenendo che a loro da fastidio, affinché il mio profilo Facebook venga immediatamente sospeso. Il loro obiettivo è che, a furia di sospensioni, venga definitivamente chiuso. Se fossimo su un piano che attiene al diritto penale, sarebbe come condannare a morte un innocente sulla base delle illazioni di chi lo vuole vedere morto.




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20 luglio 2015

L’Occidente combatte veramente l’Isis? Se fosse così, sorgono spontanee alcune domande. Perché allora non coinvolgere la Russia nella lotta al terrorismo?

Perché allora non coinvolgere la Russia nella lotta al terrorismo? Perché non sanzionare i Paesi che notoriamente finanziano l’Isis e forniscono armi ai terroristi come la Turchia, Paese della Nato? Perché non bloccare i finanziamenti all’Isis che provengono dal Qatar e l’Arabia Saudita?
Inoltre il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Carter ha ammesso il fallimento del programma da 500 milioni di dollari, che secondo gli organizzatori aveva l’obiettivo di formare almeno 5400 ribelli “moderati”, invece ne ha formati solo 60. O si tratta quindi di una strategia molto strana o qualcosa non torna. Sputnik Italia ha raggiunto per una riflessione in merito Gian Micalessin, editorialista de Il Giornale, reporter di guerra da anni impegnato nelle aree principali di conflitto nel mondo.
— Secondo Lei l’Occidente combatte veramente l’Isis o fa finta?
Vorrebbe farlo, ma purtroppo sbaglia un passo dopo l’altro. Ricordiamoci che fino al 2013 gli Stati Uniti erano pronti a bombardare la Siria. Immaginiamoci cosa sarebbe successo se Putin e il Vaticano non avessero fermato quella scellerata decisione. Oggi non esisterebbe più il governo, ma probabilmente l’Isis e Al Qaeda controllerebbero l’intero Paese. Perché la politica americana in Siria non funziona? Perché il programma di addestramento non funziona? Gli americani si illudono, non esistono ribelli moderati.
Esistono terroristi di diversa sfumatura, vanno da quelli al-qaedisti a quelli favoriti dall’Arabia Saudita e quelli più estremi dell’Isis. Inevitabilmente i gruppuscoli più piccoli della galassia terrorista quando si ritrovano troppo deboli per continuare a combattere da soli, convergono all’interno dell’Isis. Contribuiscono così a rendere ancora più forte l’Isis portandosi armi, finanziamenti avuti dall’Occidente e i combattenti addestrati da Paesi occidentali.
Dall’altra parte c’è anche l’incapacità dell’Occidente di contrapporsi idealmente alla propaganda dell’Isis. L’Europa forse più degli Stati Uniti è un coacervo di Stati privo di ideali e di una dimensione propria. Rendiamoci conto che i 4000 europei o i 4000 volontari partiti dall’Europa rispecchiano sicuramente la crisi dell’Europa. Gli immigrati di fede islamica, persino alcuni europei nel vuoto di ideali preferiscono affidarsi all’Isis che alla visione europea.

— Come andrebbe condotta secondo Lei allora la guerra contro l’Isis, come bloccare anche i finanziamenti.
Per quanto riguarda i finanziamenti andrebbe rivista tutta la politica con quelli che sono gli alleati infidi, ovvero sia il Qatar, il Kuwait, l’Arabia Saudita, la Turchia. La Turchia addirittura ha palesemente fornito delle armi ed è un Paese della Nato! Il Qatar, dove gli americani hanno la loro principale base, è il Paese da dove arriva la più grande massa di finanziamenti all’Isis. L’Arabia Saudita finanzia altri terroristi. L’Occidente dovrebbe prima di tutto tagliare i ponti con questi Paesi infidi e questi alleati inaffidabili. In secondo luogo è sbagliata sia la politica sul fronte iracheno che quello siriano. Sul fronte siriano l’unico che potrebbe sconfiggere l’Isis è il governo di Bashar Assad.
Sul fronte iracheno sono totalmente trascurate le tribù sunnite, che sono fondamentali per togliere all’Isis quell’humus in cui fa propaganda e proseliti. Finché non si recuperano le tribù sunnite non si potrà mai vincere l’Isis. Ed è incredibile come gli americani abbiano dimenticato di come mandarono Petraeus nel 2007 in Iraq per ribaltare le sorti del conflitto, che stava per essere vinto da Al-Qaeda. La prima cosa che fece Petraeus fu quella di reinserire nel gioco politico le tribù sunnite.

Cesio Endrizzi




permalink | inviato da LiberaliPerIsraele il 20/7/2015 alle 21:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


19 luglio 2015

L'educazione di bambini all'uccisione. Il crimine peggiore che si possa immaginare.




permalink | inviato da LiberaliPerIsraele il 19/7/2015 alle 19:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


18 luglio 2015

Ci sono stati commissariati attaccati con tiri di mortaio. ... È guerra etnica. E noi li andiamo a prendere

    foto di Stop avec Le Radicalisme Islamiste en France, en Europe et dans le Monde.

    LA FRANCE DE TAUBIRA ET DE CAZENEUVE (à partager massivement)

    18 COMMISSARIATS OU GENDARMERIES ATTAQUÉS EN 15 JOURS EN FRANCE.

    SI CE N'EST PAS LES PRÉMICES D'UN...E GUERRE CIVILE ETHNIQUE ?

    MAIS AUSSI UNE CASERNE MILITAIRE OU DE L'ARMEMENT A ÉTÉ DÉROBÉ SÛREMENT GRÂCE À L'AIDE D'UNE 5E COLONNE.

    VOICI LE DÉTAIL :

    Kremlin-Bicêtre (94) : Le commissariat visé par des tirs au plomb (5 juillet 2015)


    Les Ulis (91) : le commissariat caillassé par une quarantaine de personnes. Cette attaque n’a entraîné ni blessé, ni interpellation (nuit du 5 au 6 juillet 2015)


    Vaulx-en-Velin (69) : deux jeunes attaquent le commissariat à coups de tirs de mortier d’artifice (7 juillet 2015)


    Valence (26) : des jeunes ont tenté d’incendier le poste de police du quartier (nuit du 8 au 9 juillet 2015)

    Fontenay-le-Fleury (78) : tir de mortier contre le commissariat de police (nuit du 9 au 10 juillet 2015)


    Dinan (22) : Une bande de jeunes prend d’assaut la gendarmerie (nuit du 10 au 11 juillet 2015)

    Vaulx-en-Velin (69) : le commissariat a fait l’objet de tirs de projectiles dont une grenade à plâtre (nuit du 12 au 13 juillet 2015)

    Noisiel (77) : le commissariat a subi trois attaques par des tirs de mortiers et de divers projectiles (nuit du 13 au 14 juillet 2015)
    Source

    Trappes (78) : le commissariat a été visé à deux reprises par des tirs de mortiers (nuit du 13 au 14 et du 14 au 15 juillet 2015)


    Les Ulis (91) : le commissariat attaqué par une quarantaine de caillasseurs, jets de cocktails Molotov, de mortiers et de pierres (nuit du 13 au 14 juillet 2015). « On en est à trois attaques de ce commissariat en moins de quinze jours »


    Neuilly-Plaisance (93) : les locaux de la police municipale y ont été « assiégés par une centaine d’individus » (nuit du 13 au 14 juillet 2015)


    Saint-Denis (93) : le bâtiment du peloton autoroutier de la CRS7 a été la cible de jets nourris de mortiers. Un véritable guets-apens avait été monté pour accueillir la police. Sur le toit des immeubles de la cité Joliot-Curie qui jouxte les locaux de la CRS7, des jeunes projetaient des barres de fer sur les patrouilles. (nuit du 13 au 14 juillet 2015)


    Garges (95) : le commissariat assiégé et visé par des tirs de mortiers (nuit du 13 au 14 juillet 2015)


    Fosses (95) : plusieurs cocktails Molotov ont été lancés sur les bâtiments de la gendarmerie (nuit du 13 au 14 juillet 2015)


    Sarcelles (95) : des tirs de mortiers sur le parking du commissariat (14 juillet 2015)


    Montigny-lès-Cormeilles (95) : le poste de police visé par deux jets de cocktails Molotov (nuit du 14 au 15 juillet 2015)


    Meylan (38) : les locaux de la Police municipale incendiés (nuit du 14 au 15 juillet 2015)


    Conflans-Sainte-Honorine (78) : le commissariat visé par un tir de fusée de feu d’artifice (nuit du 14 au 15 juillet 2015)


    Marseille (13) : le commissariat du 3e visé par deux cocktails molotov (nuit du 15 au 16 juillet 2015)


    Nancy (13-14) de nombreux affrontements et jets de pierres
    sur un commissariat dans l agglomération de Nancy.

    http://www.fdesouche.com/628583-france-plus-de-17-commissar…#

    Altro...
    La francia di taubira e cannavaro (a condividere sicciamente)

    18 commissariati o gendarmeries attaccati in 15 giorni in francia.

    Se questo non è le primizie di una guerra civile etnica?

    Ma anche una caserma militare o dell'armamento è stato rubato sicuramente grazie all'aiuto di una 5 a colonna.

    Ecco il dettaglio:

    Kremlin-bicêtre (94): Il commissariato di cui da tiri al piombo (5 luglio 2015)


    Les ulis (91): Il commissariato caillassé da una quarantina di persone. Questo attacco non ha comportato né ferito né interpellanza (notte dal 5 al 6 luglio 2015)


    Vaulx-en-velin (69): Due giovani attaccano il commissariato a colpi di colpi di mortaio detonator (7 luglio 2015)


    Valencia (26): I giovani hanno cercato di incendiare il posto di polizia del quartiere (notte dal 8 al 9 luglio 2015)

    Fontenay-le-fleury (78): Colpo di mortaio contro il commissariato di polizia (notte dal 9 al 10 luglio 2015)


    Dinan (22): Una banda di giovani infuria la gendarmeria (notte dal 10 al 11 luglio 2015)

    Vaulx-en-velin (69): Il distretto è stato oggetto di colpi di colpi di cui una granata in gesso (notte dal 12 al 13 luglio 2015)

    Noisiel (77): Il distretto ha subito tre attacchi da tiri di mortai e vari colpi (notte dal 13 al 14 luglio 2015)
    Fonte

    Botole (78): Il distretto è stato designato a due volte dal fuoco di mortai (notte dal 13 al 14 e dal 14 al 15 luglio 2015)


    Les ulis (91): Il commissariato attaccato da una quarantina di caillasseurs, germogli di molotov, mortai e pietre (notte dal 13 al 14 luglio 2015). " siamo a tre attacchi di questo commissariat in meno di quindici giorni "


    Neuilly-plaisance (93): I locali della polizia municipale ci sono stati " sotto assedio da un centinaio di individui " (notte dal 13 al 14 luglio 2015)


    Saint-denis (93): L'edificio del plotone autostradale della crs7 è stato il bersaglio di jet nutriti di mortai. Un vero guets ambushed era stato montato per ospitare la polizia. Sul tetto degli edifici della città joliot-curie che confina con i locali della crs7, dei giovani tramavano per privarmi delle barre di ferro etichettare le pattuglie. (notte dal 13 al 14 luglio 2015)


    Garges (95): Il commissariato assediato e designato da tiri di mortai (notte dal 13 al 14 luglio 2015)


    Fossa (95): Parecchie bottiglie molotov sono stati lanciati su edifici della gendarmeria (notte dal 13 al 14 luglio 2015)


    Sarcelles (95): Dei colpi di mortai nel parcheggio del commissariat (14 luglio 2015)


    Montigny-lès-cormeilles (95): Il posto di polizia obstétrica due tiri di molotov (notte dal 14 al 15 luglio 2015)


    Meylan (38): I locali della polizia municipale in fiamme (notte dal 14 al 15 luglio 2015)


    Conflans-sainte-honorine (78): Il commissariato di cui da un tiro di razzo di fuoco d'artificio (notte dal 14 al 15 luglio 2015)


    Marsiglia (13): Il commissariato del 3 ° obstétrica due bottiglie molotov (notte dal 15 al 16 luglio 2015)


    Nancy (13-14) molti scontri e pietre
    Su un commissariat in l agglomerato di nancy.

    http://www.fdesouche.com/628583-france-plus-de-17-commissar…#




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18 luglio 2015

Complimenti (ancora una volta) al Canada, che per ora non ha intenzione di rimuovere le sanzioni o cambiare la sua politica verso l'Iran, nonostante l'accordo

 "Giudicheremo l'Iran dalle sue azioni, non dalle sue parole". Bravi.
Canada to keep sanctions against Iran despite nuclear deal
www.theglobeandmail.com
Foreign Affairs Minister Rob Nicholson issued a statement saying that Canada “will continue to judge...

The Globe and Mail offers the most authoritative news in Canada, featuring national and international news
theglobeandmail.com




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17 luglio 2015

Giusto per ricordare, dopo le recenti SENTENZE dell'ON(a), cosa succedeva un anno fa - che schifo.

foto di Shalom7.

Gaza: scoperti 20 missili nascosti in una scuola dell’ONU

Venti missili sono stati nascosti a Gaza all'interno di una scuola dell'Unrwa, l'ente delle Nazioni Unite per i profughi. Lo ha reso noto in un comunicato la stessa Unrwa. L'Agenzia ha emesso una forte protesta, anche perche' in questi giorni nelle sue strutture hanno trovato riparo 20 mila sfollati palestinesi, nella convinzione che non saranno bombardate da Israele. (ANSA).





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16 luglio 2015

Paradossi

I boicottatori anti-israeliani (ma ancora più anti-palestinesi) sono talmente incoerenti che non solo sono i primi acquirenti dei prodotti contro cui lanciano violente campagne (antisemite, si può dire?), ma ottengono anche gli effetti contrari.



(Presa da qui)I boicottatori anti-israeliani (ma ancora più anti-palestinesi) sono talmente incoerenti che non solo sono i primi acquirenti dei prodotti contro cui lanciano violente campagne (antisemite, si può dire?), ma ottengono anche gli effetti contrari.



(Presa da qui)I boicottatori anti-israeliani (ma ancora più anti-palestinesi) sono talmente incoerenti che non solo sono i primi acquirenti dei prodotti contro cui lanciano violente campagne (antisemite, si può dire?), ma ottengono anche gli effetti contrari.



(Presa da qui)  grazie a Esperimento il cannocchiale




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14 luglio 2015

La calunnia di Amnesty contro l'’IDF e Israele


Amnesty International ha creato un video con il quale vorrebbe spargere calunnie sull’operato dell’IDF e, in generale, su Israele. Ma proprio grazie a questo video si può capire quanto la loro tesi non abbia nessun fondamento di veridicità. Guardando il video si potrebbe pensare che una famiglia palestinese avesse solo 1 minuto e 9 secondi per scappare di casa.

Amnesty mette un timer, ed ecco che sembra vero! 
Una famiglia non riesce a fuggire in così poco tempo, quindi il video vorrebbe dimostrare che i membri della famiglia sono morti.
Ma se si guarda il video originale, qualcosa non quadra.

Osserviamo il fumo di fianco alla casa e ascoltiamo i rumori di sottofondo, c’è una modifica evidente al minuto 1:16. Ciò dimostra che il tempo per fuggire è superiore a 1 minuto e 9 secondi. Quindi il video è un falso.

Il filmato è stato pubblicato l’anno scorso su You Tube dall’agenzia di stampa Watania con sede a Gaza, e mostra molto da vicino un piccolo missile che colpisce il tetto di una casa lungo la strada. In base alla didascalia, circa 15 minuti dopo - anche se la maggior parte di questo tempo è stato eliminato dal video stesso – due missili vengono sganciati da un F16, uno dopo l’altro, causando un’esplosione della casa e gettando in aria rottami e macerie.

Una volta scomparsa la polvere dovuta all’esplosione, viene mostrata la piena entità dei danni, mostrando solo parte dell’abitazione ancora in piedi. L’agenzia Watania affermò che, in questo caso, l’abitazione apparteneva a Samir Nofal, che riuscì a mettere in salvo se stesso, la sua famiglia e i vicini. I 15 minuti mancanti del video sono stati riportati dal New York Daily News, dal The Daily Mail e dalla CNN.

Potrebbe essere un errore innocente: forse Amnesty International ha guardato il video senza la spiegazione, facilmente rintracciabile in altri organi di informazione.

In ogni caso, l’unica conclusione è che questo breve video di propaganda è volutamente ingannevole. Amnesty conosce la verità ma ha scelto di realizzare un video in cui vuole mettere in rilievo la crudeltà dei bombardamenti israeliani sulle abitazioni, nelle quali c’erano ancora dei civili che cercavano di portare via i loro averi.

https://www.youtube.com/watch?v=YeBTiT6YV1o

This video from Amnesty pretends to show a 1:07 time lapse between an Israeli "roof knock" warning and the actual house destruction. It is edited, as I show ...
YOUTUBE.COM




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14 luglio 2015

VERGOGNA !!!. Condannato a solo 25 anni di galera, il terrorista palestinese che ha investito le 6 poliziotte a Gerusalemme est. Io prego che la legge di uccidere I terroristi venga proposta immediatamente e che sia accettata

Alla Knesset I MK della sinistra e gli arabi, naturalmente sono contro la legge, loro danno I diritti ai terroristi! Loro alimentano il terrorismo, per questo sono in Parlamento! SCHIFEZZE, peggio dei terroristi stessi ! Avigdor Liberman - ??????? ?????? deve farsi forza e deve assolutamente far accettare questa legge, trovando una maggioranza !! I terroristi palestinesi devono essere uccisi, BASTA di imboccarli in galera e che siano a spese dello Stato!

foto di ?????? 10?.




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13 luglio 2015

Tra poco la pulizia etnica la faranno in italia !!!!!




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12 luglio 2015

Sono Israele


Io sono Israele - Sono nato millenni prima di essere rinominato Palestina dai conquistatori romani , prima che Maometto emettesse il suo primo respiro , e prima che l'ONU decidesse di dividermi a metà e girasse le mie terre orientali creando la Giordania . Il mio popolo , gli ebrei , mantennero qui comunità per 3000 anni , cioè fino a quando gli arabi decisero di massacrarli senza ragione alcuna nel 1920 e nel 1929 . Centinaia di civili furono uccisi , la maggior parte dei quali erano donne e bambini. Nel frattempo , gli stati dei loro fratelli massacrarono o esiliarono 1.000.000 di ebrei dalle loro terre - cancellando la loro storia plurimilleraria.
Io sono Israele - . Sono stato attaccato quattro volte da eserciti arabi da quando dichiarai l'indipendenza nel 1948.Sin da allora invitai gli arabi che vivevano sulla mia terra che erano invitati a rimanere , ma gli fu detto dagli stati limitrofi di lasciare temporaneamente le loro case mentre gli ebrei venivano "gettati in mare" . Offrii un messaggio di pace dal giorno in cui nacqui , ma i miei nemici risposero solo con i proiettili . Io sono un sopravvissuto - ho vinto ogni guerra . Rendendosi conto che non potevano sconfiggermi con le armi , i miei nemici si sono rivolti ad una propaganda menzognera ...
Io sono Israele - più e più volte , il mio nome è stato infangato Anche se ciascuna di queste bugie è poi stata smentita , i miei nemici continuano a rivendicare che sto commettendo un genocidio .Dare opportunità educative ai palestinesi e' forse"genocidio" ? Il 20 % degli studenti dell'Università di Haifa sono arabi. Se io sono un aggressore che ha esiliato tutti gli arabi nel 1948 , perché il 20 % dei miei cittadini sono arabi con pieni diritti ? Sono forse apparsi magicamente dal nulla ? Mi ritirai dall'intero Sinai e dalla striscia di Gaza , sradicando la mia gente dalle loro case , solo per la speranza di pace !!!
Io sono Israele - In combattimento , io rischio la vita dei miei figli adolescenti al fine di minimizzare le perdite civili palestinesi . Faccio ogni tentativo di colpire solo i combattenti , mettendo per questo spesso i miei soldati in pericolo . In tempo di guerra , faccio cadere volantini sulle areeche debbono essere attaccare , avvertendo i civili di evacuare . Qualsiasi altro esercito nella storia dell'umanità ha fatto questo per il suo nemico? Ho aspettato 8 anni per fermare Hamas dal suo lancio di razzi quotidiani sui miei asili e i miei ospedali. Io sono paziente , ma la mia pazienza non è infinita ...
Io sono Israele - ho creato Intel . Microsoft NT e tecnologia cellulare , la medicina per malattie devastanti , e ho il maggior numero al mondo in pubblicazioni scientifiche pro capite . Mando missioni umanitarie nei paesi in via di sviluppo , compresi i paesi musulmani. Ho assorbito centinaia di rifugiati musulmani che hanno affrontato il genocidio in Darfur - i rifugiati che nessun Stato musulmano prenderebbe ...
Io sono Israele - Io sono uno dei paesi più piccoli al mondo , e probabilmente il più testardo , mi rifiuto di rinunciare alla speranza di pace . I miei amici mi sostengono non a causa di una lobby, ma perché vedono la verità - io sono il cuore del Medio Oriente , e la speranza per il suo futuro . Il mio profeta disse , "Nessuna nazione alzerà più la spada contro un altro popolo ", e cercherò , e tentero' fino a quando queste parole non si avvereranno...
Perché io sono Israele




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