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23 novembre 2014

Se vogliamo salvaguardare la nostra sovranità perché non intendiamo rinunciare alla nostra dignità e libertà, allora dobbiamo sbrigarci ad affrancarci da questa dittatura europea.

Buona domenica amici! Quanti italiani sanno che la legge finanziaria che regolamenta il bilancio del nostro Stato, che stabilisce quanto gli italiani potranno spendere e quanto dovranno versare, viene ormai decisa da oscuri e anonimi funzionari della Commissione europea, mentre il nostro Governo deve limitarsi a redigerla e il nostro Parlamento deve limitarsi ad assecondarla e ad approvarla?È di oggi la notizia che la riunione dei capi di gabinetto della Commissione europea, svoltasi ieri a Bruxelles, ha dato il via libera dell'Unione Europea alla legge di stabilità dell'Italia. Ma attenzione perché si tratta di un'approvazione condizionata al prosieguo "delle riforme necessarie", e a marzo ci sarà una nuova verifica per accertare se avremo o meno ottemperato alle richieste europee che si traducono in maggiori tagli alla spesa pubblica. Quindi per ora, bontà loro, la Commissione europea non farà partire alcuna procedura d'infrazione e non applicherà delle sanzioni all'Italia riconoscendo che nel 2014 ci sono state ''circostanze eccezionali''. Il governo Renzi presenta questo verdetto come un successo. In realtà emerge che la sospensione delle procedure d'infrazione è legata ad una lettera di impegni sulle riforme del governo italiano inviata nei giorni scorsi e pubblicata ieri dal Ministero del Tesoro.Nel frattempo il nostro Parlamento, a livello di Commissioni, è impegnato a discutere specifici punti della legge finanziaria per assecondare le direttive della Commissione europea.A questo punto, dico io, se le decisioni che riguardano quanto possiamo o non possiamo spendere lo decide l'esercito di 40 mila funzionari della Commissione europea che non sono stati eletti da nessuno e che non rispondono del loro operato a nessuno, a che servono il nostro governo e il nostro parlamento? Sciogliamoli e al loro posto mettiamo un semplice ufficio di passacarte che recepisce gli ordini che arrivano da Bruxelles e ci appone il timbro a conferma della nostra adesione. È esattamente ciò che accadrà quando l'Italia confluirà negli Stati Uniti d'Europa, cessando di essere uno Stato sovrano e trasformandoci in una colonia di un protettorato tedesco. Ebbene se proprio aspiriamo alla prospettiva degli Stati Uniti d'Europa, eliminiamo da subito il governo e il parlamento, così almeno risparmieremo una cospicua spesa per degli organi che ormai sono sostanzialmente superflui. Ma se all'opposto vogliamo salvaguardare la nostra sovranità perché non intendiamo rinunciare alla nostra dignità e libertà, allora dobbiamo sbrigarci ad affrancarci da questa dittatura europea.

Buona domenica amici! Quanti italiani sanno che la legge finanziaria che regolamenta il bilancio del nostro Stato, che stabilisce quanto gli italiani potranno spendere e quanto dovranno versare, viene ormai decisa da oscuri e anonimi funzionari della Commissione europea, mentre il nostro Governo deve limitarsi a redigerla e il nostro Parlamento deve limitarsi ad assecondarla e ad approvarla?
È di oggi la notizia che la riunione dei capi di gabinetto della Commissione europea, svoltasi ieri a Bruxelles, ha dato il via libera dell'Unione Europea alla legge di stabilità dell'Italia. Ma attenzione perché si tratta di un'approvazione condizionata al prosieguo "delle riforme necessarie", e a marzo ci sarà una nuova verifica per accertare se avremo o meno ottemperato alle richieste europee che si traducono in maggiori tagli alla spesa pubblica. Quindi per ora, bontà loro, la Commissione europea non farà partire alcuna procedura d'infrazione e non applicherà delle sanzioni all'Italia riconoscendo che nel 2014 ci sono state ''circostanze eccezionali''.
Il governo Renzi presenta questo verdetto come un successo. In realtà emerge che la sospensione delle procedure d'infrazione è legata ad una lettera di impegni sulle riforme del governo italiano inviata nei giorni scorsi e pubblicata ieri dal Ministero del Tesoro.
Nel frattempo il nostro Parlamento, a livello di Commissioni, è impegnato a discutere specifici punti della legge finanziaria per assecondare le direttive della Commissione europea.
A questo punto, dico io, se le decisioni che riguardano quanto possiamo o non possiamo spendere lo decide l'esercito di 40 mila funzionari della Commissione europea che non sono stati eletti da nessuno e che non rispondono del loro operato a nessuno, a che servono il nostro governo e il nostro parlamento? Sciogliamoli e al loro posto mettiamo un semplice ufficio di passacarte che recepisce gli ordini che arrivano da Bruxelles e ci appone il timbro a conferma della nostra adesione.
È esattamente ciò che accadrà quando l'Italia confluirà negli Stati Uniti d'Europa, cessando di essere uno Stato sovrano e trasformandoci in una colonia di un protettorato tedesco.
Ebbene se proprio aspiriamo alla prospettiva degli Stati Uniti d'Europa, eliminiamo da subito il governo e il parlamento, così almeno risparmieremo una cospicua spesa per degli organi che ormai sono sostanzialmente superflui.
Ma se all'opposto vogliamo salvaguardare la nostra sovranità perché non intendiamo rinunciare alla nostra dignità e libertà, allora dobbiamo sbrigarci ad affrancarci da questa dittatura europea.Magdi cristiano Allam




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22 novembre 2014

Buongiorno amici! Tutti si preoccupano degli immigrati, nessuno si occupa degli italiani.

Buongiorno amici! Tutti si preoccupano degli immigrati, nessuno si occupa degli italiani. Il governo, nella Legge di stabilità, ha confermato l'estensione della social card anche agli immigrati. Lo stanziamento a favore dei non autosufficienti viene aumentato a 400 milioni, dai 250 iniziali. Le risorse saranno attinte dal fondo per la famiglia che sarà così in parte riconvertito.La social card vale 40 euro al mese e viene caricata ogni due mesi con 80 euro. Viene concessa ai cittadini in difficoltà per la spesa alimentare, sanitaria, e il pagamento delle bollette della luce e del gas. Priorità anche agli immigrati negli Stati Uniti dove il presidente Barack Obama ha presentato agli americani un decreto che di fatto regolarizza 5 milioni di immigrati illegali, proteggendoli dai rimpatri forzati e garantendo loro un permesso di soggiorno e di lavoro. "Non è un'amnistia di massa. Si tratta di responsabilità e di misure di buon senso. Siamo sempre stati e saremo sempre un Paese di immigrati. Anche noi siamo stati stranieri una volta, e ciò che ci rende americani è la nostra adesione a un ideale comune, quello che tutti siamo creati uguali". Dal canto suo Papa Francesco, intervento alla 2/a Conferenza Internazionale sulla Nutrizione nella sede della Fao a Roma, ha sollecitato il diritto di cittadinanza e della pari dignità dei poveri: "Mentre si parla di nuovi diritti, l'affamato è lì, all'angolo della strada, e chiede diritto di cittadinanza, chiede di essere considerato nella sua condizione, di ricevere una sana alimentazione. Ci chiede dignità, non elemosina". Chi di noi potrebbe non condividere l'appello ad aiutare i poveri? A condizione che si cominci ad aiutare i poveri italiani. Oggi più che mai in Italia i poveri italiani sono il "prossimo" a cui dobbiamo riservare la nostra attenzione. Non è concepibile che ci siano cittadini italiani, e anche americani e dei Paesi di tutto il mondo, mentre ovunque si vorrebbe affermare il principio che prima ci si debba preoccupare dei poveri immigrati. In ogni caso la soluzione praticabile è una sola: ognuno deve poter vivere dignitosamente a casa propria.
Il governo, nella Legge di stabilità, 
ha confermato l'estensione della social card anche agli immigrati. Lo stanziamento a favore dei non autosufficienti viene aumentato a 400 milioni, dai 250 iniziali. Le risorse saranno attinte dal fondo per la famiglia che sarà così in parte riconvertito.
La social card anche agli immigrati. Lo stanziamento a favore dei non autosufficienti viene aumentato a 400 milioni, dai 250 iniziali. Le risorse saranno attinte dal fondo per la famiglia che sarà così in parte riconvertito.
La social card vale 40 euro al mese e viene caricata ogni due mesi con 80 euro. Viene concessa ai cittadini in difficoltà per la spesa alimentare, sanitaria, e il pagamento delle bollette della luce e del gas. 
Priorità anche agli immigrati negli Stati Uniti dove il presidente Barack Obama ha presentato agli americani un decreto che di fatto regolarizza 5 milioni di immigrati illegali, proteggendoli dai rimpatri forzati e garantendo loro un permesso di soggiorno e di lavoro. "Non è un'amnistia di massa. Si tratta di responsabilità e di misure di buon senso. Siamo sempre stati e saremo sempre un Paese di immigrati. Anche noi siamo stati stranieri una volta, e ciò che ci rende americani è la nostra adesione a un ideale comune, quello che tutti siamo creati uguali". 
Dal canto suo Papa Francesco, intervento alla 2/a Conferenza Internazionale sulla Nutrizione nella sede della Fao a Roma, ha sollecitato il diritto di cittadinanza e della pari dignità dei poveri: "Mentre si parla di nuovi diritti, l'affamato è lì, all'angolo della strada, e chiede diritto di cittadinanza, chiede di essere considerato nella sua condizione, di ricevere una sana alimentazione. Ci chiede dignità, non elemosina". 
Chi di noi potrebbe non condividere l'appello ad aiutare i poveri? A condizione che si cominci ad aiutare i poveri italiani. Oggi più che mai in Italia i poveri italiani sono il "prossimo" a cui dobbiamo riservare la nostra attenzione. Non è concepibile che ci siano cittadini italiani, e anche americani e dei Paesi di tutto il mondo, mentre ovunque si vorrebbe affermare il principio che prima ci si debba preoccupare dei poveri immigrati. In ogni caso la soluzione praticabile è una sola: ognuno deve poter vivere dignitosamente a casa propria.
Magdi Cristiano Allam




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21 novembre 2014

Immagina se quattro ebrei avessero preso ad accettate…

Attentato sinagoga gerusalemmeQuattro ebrei, pare di origine israeliana, si sono infiltrati in terra palestinese. Armati di lame hanno atteso che la preghiera del mattino avesse inizio per poi irrompere nella moschea e uccidere gli Imam. Miravano ad ammazzare molta più gente, sono stati fermati dal servizio di sicurezza. Il sangue dei musulmani è ancora lì, sul pavimento, guardando le fotografie ti sembra di poterne sentire l’odore. La comunità internazionale è indignata e ha espresso piena solidarietà. La notizia campeggia su tutti i giornali, specie occidentali. Nel frattempo vengono chieste risposte e prese di posizione ufficiali ai vertici israeliani. Si esige una condanna unanime. Questo è l’ennesimo atto persecutorio ai danni di un popolo, riunito in preghiera. Un atto terroristico inammissibile.

Non è successo. Gli unici presi ad accettate sono i quattro rabbini di cui ha scritto qui il sempre bravo Gianluca Veneziani. Immaginate però cosa sarebbe avvenuto fosse stato il contrario. La morte di quattro ebrei non scompensa quest’Occidente strano e sopito, intento ad annichilire i propri valori in nome di un’integrazione farlocca. Quella che altro non è se non razzismo verso se stessi. Immaginate cosa sarebbe accaduto al contrario, se i morti fossero stati palestinesi? Tutto, sarebbe accaduto tutto: dibattito, ipocrita colata d’inchiostro sulla nascita di Israele e il resto del repertorio da snocciolare all’occorrenza. Invece solidarietà tiepida e colata di “ma”. E questo è il vero sintomo del malessere occidentale, quello che ha portato gli europei a sottovalutare alcune minacce islamiche, Isis incluso, quel cancro che per coerenza lasciamo combattano i curdi, mentre qui non ci si sporca le mani. D’altro canto se la Mogherini è la Lady Pesc…

http://www.lintraprendente.it/2014/11/immagina-se-quattro-ebrei-avessero-preso-ad-accettate/#comment-1306620




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20 novembre 2014

E una fetta di culo con i pinoli no?




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20 novembre 2014

La solita “Resistenza”. Contro Israele

In una mostra allestita a Torino, nel museo di corso Valdocco, si celebra la memoria dei rifugiati palestinesi, "vittime" dello stato ebraico. Si biasima la costruzione del muro in Cisgiordania e non manca un falso storico sulla strage di Sabra e Shatila

Può il Museo della Resistenzapromuovere una mostra controIsraele? Può essere lo strumento attraverso cui viene celebrata la memoria, non degli italiani che hanno combattuto i nazi-fascisti (quelli che perseguitavano gli ebrei), ma dei palestinesi contro lo stato d’Israele? “Il lungo viaggio della popolazione palestinese rifugiata” è il titolo dell’esposizione allestita nella sede di corso Valdocco, attraverso una serie di documenti e immagini messe a disposizione dall’Unrwa, l’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi, la stessa che, secondo alcune fonti giornalistiche, avrebbe offerto ospitalità – nelle proprie scuole di Gaza – ad alcuni centri di stoccaggio dei missili di Hamas. Una visione faziosa della realtà storica del conflitto israelo-palestinese esposto nei pannelli della mostra, fino allo svarione sul terribile massacro di Shabra e Shatila del 1982 contro i rifugiati palestinesi che viene definito un massacro compiuto dalle forze armate israeliane, mentre come tutti sanno fu opera dei delle falangi cristiano maronite. Il solito riflesso condizionato di certa cultura che fatica a scrollarsi di dosso certi pregiudizi.

 

A sollevare la polemica contro il museo presieduto dall'ex parlamentare Pd Pietro Marcenaro e finanziato da Comune di Torino e Regione Piemonte, è Il Foglio di Giuliano Ferrara, che sottolinea come siano raffigurate, in un video a flusso continuo, le principali capitali mondiali con sullo sfondo il “muro” d’Israele in Cisgiordania. Nessun riferimento ai motivi che hanno spinto lo stato ebraico a costruire quel muro, agli attentati del kamikaze palestinesi; piuttosto si spiega che “il muro danneggia gli ecosistemi, interrompe la continuità territoriale e la coesione sociale, distrugge l’economia, separa tra loro le famiglie e la comunità”.

 

Non è tutto, come spiega Giulio Meotti sul Foglio, la mostra conterrebbe anche uno errore storico non da poco.  

 

Nella mostra si parla molto di Sabra e Shatila, l’orrenda strage del 20 settembre 1982, in Libano, in cui furono uccisi centinaia di palestinesi per mano dei falangisti maroniti. Nella didascalia della mostra di Torino si legge che “diverse centinaia di rifugiati palestinesi furono massacrati nei distretti di Sabra e Shatila dalle forze armate israeliane tra il 16 e il 18 settembre”. Dalle forze armate israeliane? Così quell’episodio che si staglia nella coscienza di Israele come l’ombra di Banquo (peccato di omissione sotto i riflettori di Tsahal) viene adesso ascritto dal Museo della Resistenza di Torino alla mano assassina dell’esercito con la Stella di Davide. Il sindaco, Piero Fassino, è al corrente di aver finanziato una simile e fatale menzogna? E perché la comunità ebraica di Torino, quella di Primo Levi, che figura fra gli enti finanziatori del Museo della Resistenza, tace e acconsente a questo scempio ideologico? La mostra si dipana come una sequela di fotografie di bambini palestinesi fra le macerie: “Bambini sulla strada verso la scuola di Gaza”, una delle tante immagini di rovine e infanzie perdute. Ci sono i “bambini che fanno il bagno all’aria aperta a Gaza”. Non mancano le fotografie di bulldozer israeliani che radono al suolo le case palestinesi. Case di terroristi e sempre su autorizzazione della Corte Suprema israeliana. Ma la mostra è più laconica e glissa su chi le abitava: “Demolizione di abitazioni”. Cancellato ogni nesso causa-effetto del conflitto israelo-palestinese. E per descrivere i profughi palestinesi del 1948, la parola usata al Museo della Resistenza è quella araba, tratta dalla mitologia nera antisraeliana: “Nakba”. La catastrofe.

 

 

A stretto giro arriva anche la reazione della Comunità ebraica torinese che attraverso il suo vicepresidenteEmanuel Segre Amar  definisce la mostra una “vergogna”, un “falso storico che nega la verità e alimenta l’antisemitismo”. E poi una stoccata alle istituzioni pubbliche: “E’ gravissimo che il Comune di Torino e la Regione abbiano sostenuto questa esposizione”. Sulle locandine anche i loghi della Presidenza della Repubblica e della Compagnia di San Paolo: “Mi chiedo se prima di sostenere certe iniziative qualcuno si interessi di che cosa si tratta” chiosa Segre Amar.

 

 http://www.lospiffero.com/buco-della-serratura/la-solita-resistenza-contro-israele-19093.html




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18 novembre 2014

con questa gente l'Europa e il mondo vogliono che Israele stia in pace, non eriga muri, che dia lavoro? Mogherini, fatti fare un elettroencefalogramma


18 novembre 2014
[Non servono ragioni] Per uccidere un ebreo basta un pretesto
La nuova logica rivendicativa di Hamas è totalmente sbracata ormai.
Abituati ad essere giustificati in modo diffuso per le proprie vili violenze commesse sia contro i cittadini israeliani, che contro quelli palestinesi, i capi di Hamas hanno avviato una nuova linea rivendicativa.
In poche parole prendono il primo cadavere palestinese che gli capita a tiro, lo imbottiscono di menzogne e lo scagliano contro Israele per sollevare un po' di polvere mentre procedono con la propria politica di assassinio (chè questo fa Hamas: una politica dell'assassinio).
L'avevano fatto nelle settimane scorse per rivendicare gli omicidi (tra cui l'infanticidio di una bambina di pochi mesi) a mezzo automobile lanciata contro i pedoni (allora sostennero che i propri omicidi erano le rappresaglie per la morte di un uomo palestinese. Che però era morto in un incidente stradale, non certo in un attentato israeliano). La ripropongono oggi, dopo il macello della sinagoga di Gerusalemme, sostenendo che sia la vendetta per l'impiccagione di un uomo palestinese. Che però si è banalmente suicidato.
Insomma, ormai Hamas ha deciso di sbracarsi. Non gli servono più nemmeno pretesti travestiti da ragioni per giustificare la propria politica dell'assassinio. Usa direttamente i pretesti.
Perchè si sono abituati anche loro ad essere giustificati dall'indignazione internazionale, lo sdegno da social network, lo "stop bombing Gaza, ma continuate pure a bombing Israele". E in molti casi, gli indignados da marketing del cadavere esposto siete proprio voi.
Eterogenesi dei fini. A forza di dare solidarietà ottusa ad Hamas avete finito per convincerli di essere talmente supportati da poter mostrare il proprio volto più sincero. Quello di merdosi sostenitori della politica dell'assassinio. Di israeliani e di palestinesi.
W voi. W Hamas.




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18 novembre 2014

Caro mussulmano che vieni a rubare la casa e il lavoro agli italiani, ma ti fai finanziare dagli sceicchi per farci la guerra

che ti fai mantenere in albergo piangendo il morto e passi il giorno al telefonino, che protesti contro Israele e applaudi l'Isis se uccide un ostaggio come applaudivi l'attentato delle Torri Gemelle, che pretendi che aboliamo il prosciutto e il salame, ma ti ubriachi per strada, che vuoi costruire le tue moschee da noi, ma ci impedisci di tenere in m...ano un rosario a casa tua, che vuoi che togliamo il crocifisso e non vuoi il presepio a scuola. ma vuoi un permesso dal lavoro per il Ramadan: ho la nettissima sensazione che ci hai rotto definitivamente i coglioni e siamo allo scambio di visite tra i padrini. Meglio passare subito al duello. Scegli tu l'arma, puzzone, stronzo, fanatico e ignorante, tanto, quando ci incazziamo, vinciamo noi, sempre, da Lepanto in poi. Chiedilo ai tuoi imam e ayatollah.
PS: Esclusi dalla presente i mussulmani moderati, le arabe fenici e le puttane vergini.

Nino Or.




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16 novembre 2014

Col passare degli anni, le torture degli animali si sono moltiplicate e raffinate, e allo stesso tempo si è addensato il manto di segretezza sotto cui operano i vivisettori



per essere al riparo dalle leggi che nel frattempo sono state introdotte in tutti i paesi europei, in un patetico tentativo di mettere a tacere gli antivivisezionisti.

Solo negli Stati Uniti, dove non esistono leggi protezionistiche in materia, i vivisettori continuano a pubblicare tranquillamente le loro bravate, e il grande pubblico ha imparato a ignorarle, recitando il ritornello: «È per il bene dell'umanità». Anzitutto, il numero sempre crescente dei nuovi preparati chimici con cui viene gradualmente avvelenata l'umanità presuppone sofferenze giornaliere per milioni di animali, anche per imposizione di autorità sanitarie la cui mentalità scientifica e morale si è arrestata al Medioevo.

Oggi le prove di tossicità vengono fatte con un sistema che gretto empirismo, denominato DL 50 ("dose letale per il 50% degli animali"), e la cui validità è già stata messa in dubbio da molti scienziati. Queste crudeli prove sono state rese obbligatorie in quasi tutti i paesi fin dagli anni Cinquanta, per pillole contro i raffreddori, per i tranquillanti, sonniferi, purganti ecc.

Le prove vengono fatte da molte ditte anche quando non sono obbligatorie, a scanso di future responsabilità, per i nuovi prodotti cosmetici o aggiuntivi della nutrizione, come vari coloranti, condimenti ecc. per il caso che un giorno si scopra che uno di questi prodotti ha causato danni alle persone.
Il sistema DL 50 consiste nel da una concentrazione del farmaco che faccia morire avvelenato 50% degli animali, mentre l'altro 50% se la cava, naturalmente ammalandosi (coliche, crampi), e molti di questi rimangono sospesi tra la vita e la morte per vari giorni, prima di rimettersi completamente ed essere pronti per altre prove.

Sovente è necessario sottoporre gli animali alla nutrizione forzata per ottenere il risultato voluto, ricorrendo ad imbuti, già di per sé una tortura.
In molti casi la morte degli animali è causata dal volume stesso di sostanze immesse o dall'altissima concentrazione, non paragonabile a quella usata in pratica dall'uomo. Poi si ricominciano le prove con dosi minori.

Con questo sistema maldestro al punto da risultare grottesco, e basandosi sul peso corporeo, si cerca di determinare la dose ottimale o sicura per l'uomo. Uno dei tanti casi assurdi è quello del ciclammato, bandito in USA, dove gli scienziati sono riusciti a far morire gli animali nutrendoli con tali concentrazioni di questo prodotto che una persona dovrebbe bere 900 bibite dolcificate ogni giorno per vari mesi per ingerire un quantitativo analogo.
In Svizzera, dove esistono leggi altrettanto severe, il ciclammato non è stato vietato, perché riconosciuto innocuo.
Per quanto grossolano e inattendibile, questo metodo è raccomandato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, nel suo Rapporto Tecnico N° 482 (1971), a comprova del catastrofico livello a cui è degradata la moderna medicina "ufficiale" asservita all'industria farmaceutica, cui questa metodologia conviene: potendo poi sempre giustificarsi, quando si verifica qualche altra catastrofe farmacologica, asserendo di aver fatto tutte le prove "richieste".

Egualmente crudeli sono le prove con cui si pretenderebbe di accertare l'effetto dei nuovi tranquillanti che vengono scaricati sul mercato a un ritmo serrato, sia perché il pubblico ha scoperto l'inutilità di quelli esistenti, sia perché non si riesce più a nasconderne la dannosità (v. il caso del Talidomide).
Psychopharmacology Abstracts, voluminosa rivista pubblicata a cura del Ministero della Sanità americano, contiene praticamente null'altro che resoconti di esperimenti in cui vari animali vengono sottoposti a una grande varietà di torture, le quali poi vengono ripetute dopo somministrazione del tranquillante, per vedere in che modo questo modifica il comportamento.
Esempio (ott. 1973, p. 137): alla fine di una lunga serie di torture, sia traumatiche che chimiche, somministrate attraverso la coda, un gruppo di gatti ha manifestato: accessi di collera, tremore, movimenti corporei scomposti, dilatazione delle pupille, salivazione. Somministrato il tranquillante in esame, vennero ripetute le medesime stimolazioni dolorifiche. Prove compiute nel reparto di neurofarmacologia di un istituto psichiatrico di Filadelfia, l'Eastern Pennsylvania Psychiatric Institute.
Tutte queste prove odierne, fatte principalmente nell'interesse dell'industria, sono in aggiunta a quelle che fanno i vari cervelloni universitari o privati per afferrarsi un lembo di gloria "scientifica" o per diletto personale.

J.W. Brady, immobilizzate varie scimmie negli apparecchi contenzione, le ha sottomesse a una scossa elettrica ogni 20 secondi per periodi "sperimentali" di 6 ore. Dopo 23 giorni, le scimmie morirono improvvisamente per ulcere allo stomaco. Lo ha riferito Scientific American nel 1958.

Nei laboratori dell'Ospedale Veterans Administration di North port nello Stato di New York, due nidiate di gattini vennero sottoposte dallo "scienziato" Emanuel Storer e assistenti al seguente "esperimento" nel tentativo di indurre pazzia nelle bestiole:
Fin dall'età di 7 giorni e durante i 35 giorni successivi, venero inflitte ai gattini 5.000 scosse elettriche attraverso le zampe posteriori: fino a «700 scosse al giorno».
I gattini divennero «spaventati e apatici, evidenziando un'anormale sonnolenza aggressività. A volte si ritiravano fino all'angolo più lontano della gabbia». (Le scosse vennero somministrate durante il periodo dell'allattamento.)


«Il comportamento della madre è degno nota», scrissero gli sperimentatori, aggiungendo testualmente «Quando la madre capì che i suoi piccoli ricevevano scosse elettriche ogni volta che lei li allattava o che le erano vicini, essa cominciò a fare di tutto per contrastare lo sperimentatore, servendosi delle unghie, poi cercando di mordere il filo elettrico, per finire addirittura abbandonando i suoi piccoli e correndo il più lontano possibile ogni volta che gli elettrodi venivano fissati alle zampe dei gattini. Il suo atteggiamento verso i gattini, quando venivano rimossi gli elettrodi, era indicativo di un profondo amore materno: si precipitava verso di essi, cercando di nutrirli e confortarli in ogni modo possibile». Quando dopo una prolunga interruzione, intesa a dar modo alle bestiole di rimettersi, sperimento venne ripetuto, i gattini, secondo gli sperimentatori «...tendevano a riprendere il loro comportamento schizofrenico di prima». (Journal of Genetic Psychology, vol. 102, pp. 55-60, 196


Surgery, Gynecology and Obstetrics (mar. 1968) portava la relazione di un esperimento in cui erano stati incisi gli occhi di 45 cani 47 conigli per osservare il "processo di riparazione" nei 7 giorni successivi. (La considerazione che gli occhi umani reagiscono in modo diverso è irrilevante a questo punto. Le ferite dell'occhio umano sono state osservate e riportate minuziosamente dagli oftalmologi di tutto il mondo nel corso degli anni e le relative relazioni sono a disposizione di qualsiasi studioso serio. La medesima considerazione vale per tutti i rami della fisiologia.)
Nel 1969, il British Journal of Ophtalmology ha comunicato che H. Zauberman misurava in grammi la forza occorrente per staccare la retina dagli occhi dei gatti, senza nemmeno tentare di spiegare in che modo questo esperimento avrebbe potuto rivelarsi utile.

Un medico di Cambridge, Colin Blakemore, descrisse in una conferenza alla British Association di Leicester esperimenti da lui compiuti su 35 gatti ai quali aveva cucito gli occhi poco dopo la nascita. In un'intervista al Daily Mirror del 6-9-1972, il ventottenne "scienziato" dichiarò di considerare i suoi esperimenti giustificati, anche perché «ai gatti piace vivere al buio», e asserì di essere «uno zoofilo, come la maggior parte degli sperimentatori», aggiungendo: «I gatti sono per me soggetti ideali, perché i loro occhi sono i più simili a quelli umani».

Non è vero nulla: gli occhi dei felini differiscono radicalmente dai nostri sia come struttura sia come reazioni, tanto che il gatto vede nel buio e noi no, il gatto ha la pupilla verticale e noi tonda, il gatto nasce con gli occhi chiusi e noi aperti, il gatto deve mettere a fuoco gli occhi concentrando la vista su un campo ristretto per individuare un oggetto distante mentre i nostri hanno la visione a campo largo anche a distanza, e via di seguito.

Lo "scienziato" in questione si sarà servito dei gatti per spendere poco o niente. Col pretesto della maggiore similarità con l'uomo è già stato vivisezionato ogni tipo d'animale, dal piccione al maiale all'elefante.
Il Blakemore scoprì che i gatti ai quali era rimasto cucito un solo occhio per alcune settimane fin dalla nascita erano incapaci di vedere da quell'occhio quando veniva tolta la cucitura; quelli ai quali erano stati cuciti entrambi gli occhi erano ciechi da entrambi gli occhi dopo la rimozione della cucitura. Dopo 16 settimane i gattini furono soppressi. «Mi sarebbe piaciuto», commentò il Blakemore con una punta di malinconia, «mantenerli in vita per ulteriori studi, come usa in America, ma le leggi inglesi non lo consentono.»

È necessario ritornare spesso agli Stati Uniti perché sono paese che tutti i propagandisti della vivisezione indicano sempre come quello esemplare: sia perché non vi si lesinano i fondi per la sperimentazione, sia perché qualsiasi aberrazione vi è permessa purché compiuta a fini "scientifici".

Se gli sperimentatori inglesi tentano di giustificarsi sul etico, invocando la necessità dei loro esperimenti «per aiutare l'umanità sofferente», gli americani non perdono tempo con simili "sentimentalismi". In USA "l'originalità" di un esperimento è di per sé una giustificazione, anzi un merito.
Recentemente, all'Università dell'Oregon qualcuno disse che «sarebbe interessante» vedere come farebbero i topi a pulirsi in mancanza di zampe anteriori, di cui normalmente si servono per questa bisogna, dapprima leccandosele e poi "lavandosi" con esse il muso e la cima del capo. Così a un mucchio di topi neonati vennero amputate le zampe. Si constatò che i topi così mutilati crescendo, cercavano di pulirsi nel solito modo sebbene i moncherini rimanessero lontani dalla lingua quando i topi tentava di leccarli. Gli "scienziati" comunicarono che i topi «privati del contatto normale tra le zampe anteriori e la lingua si mettevano a leccare il pavimento o i lati della gabbia, o perfino un altro topo», come se si aspettassero qualche sensazione di contatto dalla lingua tesa. Conclusero che «fattori genetici sono molto importanti» nelle pulizie dei topi.

Tutto ciò è stato considerato abbastanza importante da meritare un articolo illustrato in uno maggiori settimanali scientifici americani, Science (16-2-73).



Tratto da: Imperatrice Nuda al capitolo "OGGI"
http://www.hansruesch.net/articoli/Imperatrice%20Nuda%20(1976).pdf

Il pdf di Imperatrice Nuda scaricabile anche da questo link : http://www.dmi.unipg.it/~mamone/sci-dem/nuocontri_1/ruesch_IN.pdf


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14 novembre 2014

Le 10 direttive che i 'musulmani moderati' dovrebbero enunciare pubblicamente


Le 10 direttive che i 'musulmani moderati' dovrebbero enunciare pubblicamente

Nella nostra società, si può ben affermare come la “paura” (poi ne vedremo due “tipi”) motivi e determini molte leggi e regolamenti, nonché molte iniziative.
Il termine “fobia” significa “paura”. Niente altro. Sintetizzando, in ambito di queste riflessioni potremmo definire due tipi di “paura”.
1) La “fifa” o “paura vigliacca”.
2) La “fobia” o “paura grande, talvolta esagerata”, comunque “virile”.
La “fifa” induce a comportamenti deplorevoli (ad esempio la fuga, la resa o il vendersi al “nemico” peraltro con esiti spesso assai controproducenti: la Storia insegna).
La “paura” spinge a reazioni prevalentemente legittime (preventive e conseguenti), non di rado prescritte da leggi: basti pensare alla “paura” degli incendi, degli infortuni sul lavoro, degli incidenti correlati ai veicoli, dei delitti contro la vita o il patrimonio, delle malattie infettive, dei danni all’ambiente… e di quante siano le norme a tutela dalle conseguenze derivanti da tali fatti negativi. Norme principalmente basate sul concetto di “prevenzione”.
Diciamo, non certo a torto, che “Le Norme di Sicurezza sono scritte col sangue”. Fermo restando che la “paura” ovvero la “fobia” risveglia o mantiene desti gli istinti di conservazione peraltro innati in ogni persona consapevole e ragionevole, osserviamo come in molti campi le Norme impongano di assumere determinate precauzioni col dichiarato scopo di evitare, scongiurare, impedire, limitare le conseguenze dannose. Gli esempi sono talmente numerosi ed evidenti, che è inutile ora citarli. Si deve agire prima che il disastro avvenga: è sempre legittimo e spesso obbligatorio; “dopo” è tardi.
Ebbene, in tema di “lotta alla islamizzazione” ovvero di quel che comunemente definiamo “Contro-Jihad” le correlate attività sono mobilitate dalla “Fobia (Paura) dell’islam” che è giustificato e legittimo istinto di conservazione. In ogni contesto sociale, più l'islam prende piede -con la crescita del numero di fedeli, la costruzione di moschee e "centri culturali", etc- maggiore diventa la probabilità che un certo numero di seguaci (talvolta convertiti da altre religioni e animati perciò dal classico e molto pericoloso “zelo del neofita”) prendano seriamente i suoi precetti violenti. E tentino di metterli in pratica. Questo è il problema anzi la sfida che oggi in Occidente dobbiamo affrontare. Essere consapevoli del pericolo rappresentato dalla “islamizzazione”, valutarlo correttamente, predisporre contromisure precauzionali efficaci = sono una vera e propria forma di “assicurazione sulla vita” che dobbiamo “pagare” per difenderci. Prima che sia tardi.
Permane assodato che la “IslamoFobia” = “Paura dell’islam” non sia un “delitto” bensì un pieno e inalienabile diritto, a maggior ragione viste le recenti cronache mondiali. Atteso come talvolta la “paura” possa anche indurre a reazioni “irrazionali”, ecco per contro alcune indicazioni razionali sul tema.
Se i “musulmani moderati” (da me considerati una specie inesistente, una mera astrazione teorica concepita da fifoni buonisti nostrani) dalle Nostre parti esistessero, potrebbero nel contempo dimostrare di esistere e far cessare la -da taluni- tanto deprecata islamofobia enunciando pubblicamente e praticando con costanza queste prime semplici direttive:

1) concentrare pubblicamente la loro indignazione contro gli islamici (definibili “veri” o “falsi”? Si decidano!) autori di violenze e crimini commessi in nome dell’islam, non già verso i non-musulmani (ovvero verso i contro-jihadisti) che denunciano e biasimano tali gesta atroci;

2) rinunciare definitivamente, lealmente, con fatti e non solo a parole, a ogni e qualsiasi intento di sostituire la Costituzione di qualsiasi Paese non musulmano con la “sharia” -nemmeno con mezzi pacifici- e, coerentemente, in linea con ciò, cancellare dalla dottrina islamica tutti gli insegnamenti istigatori di delitti;

3) accettare il principio inderogabile che la Religione (tutte le Religioni) è un fatto individuale e deve / può sussistere, ma soltanto separatamente e al di sotto rispetto all’ordinamento di uno Stato moderno, le cui Leggi stanno indiscutibilmente al di sopra delle Religioni e valgono per tutti a prescindere da esse;

4) cessare di rivendicare privilegi in nome della loro “religione” e ad onta delle Leggi;

5) insegnare, di nuovo sinceramente, onestamente, in modo trasparente e verificabile nelle “moschee” e nelle “scuole islamiche”, l’imperativo assoluto che i musulmani devono coesistere a pari grado e pacificamente rispettare tutti i non musulmani, in ogni aspetto della vita, e comportarsi sempre di conseguenza;

6) attivare programmi di insegnamento che condannino senza scusanti i concetti di “segregazione”, “discriminazione di genere”, “supremazia islamica”, “legge del taglione” e di “guerra santa” insiti nel Corano, alla lettura pubblica del quale va premessa sempre l’ammonizione a contestualizzarne necessariamente i principi in termini e concetti astratti, mai riferibili a comportamenti reali e attuali;

7) collaborare con le Autorità, dove esistono comunità musulmane, al fine di identificare, isolare e rendere inoffensivi i musulmani “veri” integralisti e violenti, e mai tollerare le cosiddette “zone speciali” di centri abitati dove essi pretendono imporre la legge islamica;

8) interdire e deprecare l’uso di indumenti che coprono totalmente il viso;

9) ammettere pacificamente ogni attività di critica pubblica -anche ironica- rivolta all’islam come a qualsiasi altra religione, da parte sia di “fedeli” che di “non fedeli” e/o di apostati;

10) condividere, e sottoscrivere senza riserve la “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo– 1948” ancorché respinta da tutte le nazioni islamiche.

Se i “musulmani moderati” da noi esistessero e cominciassero ovunque a praticare pubblicamente quanto esposto, la “islamofobia” potrebbe scomparire. Pia illusione? Da noi il fondamentalismo islamico, cioè l’islam vero, deve essere interdetto e / o -dove già esiste- eliminato. È diritto civico e responsabilità etica di ogni persona esigerlo.
Queste note le avevo già scritte (in veste più sintetica) oltre due anni fa. Le ripetizioni possono giovare, ma ogni pazienza ha un limite.
Fino a ora non risulta, salvo prova contraria, che i “musulmani moderati” (ammesso e non concesso che esistano) abbiano inteso. Avanti di questo passo, presto la nostra conclusione sul tema sarà giustificata e inevitabile. Gli islamici i quali respingono i “doveri” imposti dalle Nostre leggi, non possono godere dei “diritti” stabiliti dalle medesime.

http://www.ioamolitalia.it/blogs/il-polemista-polemologo/le-10-direttive-che-i--musulmani-moderati--dovrebbero-enunciare-pubblicaminte.html




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13 novembre 2014

mi aiutate a trovare un posticino per me ?

Sono max , sono stato trovato in un bosco senza CIP  e portato a casa al sicuro , ero molto spaventato peso 9 kg quindi sn taglia piccola , sono buono vado d accordo con cani maschi e femmine e vivo con dei bimbi piccoli che adoro , non abbaio mai sono molto silenzioso ho paura di disturbare ...la mamma che mi ha portato al caldo ora è stata sfrattata e quindi non posso continuare a restare ancora qui , mi aiutate a trovare un posticino per me ? Torino info 3388533962 . Grazie .

Sono max , sono stato trovato in un bosco senza CIP e portato a casa al sicuro , ero molto spaventato peso 9 kg quindi sn taglia piccola , sono buono vado d accordo con cani maschi e femmine e vivo con dei bimbi piccoli che adoro , non abbaio mai sono molto silenzioso ho paura di disturbare ...la mamma che mi ha portato al caldo ora è stata sfrattata e quindi non posso continuare a restare ancora qui , mi aiutate a trovare un posticino per me ? Torino info 3388533962 . Grazie .




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13 novembre 2014

Le 10 direttive che i 'musulmani moderati' dovrebbero enunciare pubblicamente

L POLEMISTA POLEMOLOGO

Le 10 direttive che i 'musulmani moderati' dovrebbero enunciare pubblicamente

Nella nostra società, si può ben affermare come la “paura” (poi ne vedremo due “tipi”) motivi e determini molte leggi e regolamenti, nonché molte iniziative.
Il termine “fobia” significa “paura”. Niente altro. Sintetizzando, in ambito di queste riflessioni potremmo definire due tipi di “paura”.
1) La “fifa” o “paura vigliacca”.
2) La “fobia” o “paura grande, talvolta esagerata”, comunque “virile”.
La “fifa” induce a comportamenti deplorevoli (ad esempio la fuga, la resa o il vendersi al “nemico” peraltro con esiti spesso assai controproducenti: la Storia insegna).
La “paura” spinge a reazioni prevalentemente legittime (preventive e conseguenti), non di rado prescritte da leggi: basti pensare alla “paura” degli incendi, degli infortuni sul lavoro, degli incidenti correlati ai veicoli, dei delitti contro la vita o il patrimonio, delle malattie infettive, dei danni all’ambiente… e di quante siano le norme a tutela dalle conseguenze derivanti da tali fatti negativi. Norme principalmente basate sul concetto di “prevenzione”.
Diciamo, non certo a torto, che “Le Norme di Sicurezza sono scritte col sangue”. Fermo restando che la “paura” ovvero la “fobia” risveglia o mantiene desti gli istinti di conservazione peraltro innati in ogni persona consapevole e ragionevole, osserviamo come in molti campi le Norme impongano di assumere determinate precauzioni col dichiarato scopo di evitare, scongiurare, impedire, limitare le conseguenze dannose. Gli esempi sono talmente numerosi ed evidenti, che è inutile ora citarli. Si deve agire prima che il disastro avvenga: è sempre legittimo e spesso obbligatorio; “dopo” è tardi.
Ebbene, in tema di “lotta alla islamizzazione” ovvero di quel che comunemente definiamo “Contro-Jihad” le correlate attività sono mobilitate dalla “Fobia (Paura) dell’islam” che è giustificato e legittimo istinto di conservazione. In ogni contesto sociale, più l'islam prende piede -con la crescita del numero di fedeli, la costruzione di moschee e "centri culturali", etc- maggiore diventa la probabilità che un certo numero di seguaci (talvolta convertiti da altre religioni e animati perciò dal classico e molto pericoloso “zelo del neofita”) prendano seriamente i suoi precetti violenti. E tentino di metterli in pratica. Questo è il problema anzi la sfida che oggi in Occidente dobbiamo affrontare. Essere consapevoli del pericolo rappresentato dalla “islamizzazione”, valutarlo correttamente, predisporre contromisure precauzionali efficaci = sono una vera e propria forma di “assicurazione sulla vita” che dobbiamo “pagare” per difenderci. Prima che sia tardi.
Permane assodato che la “IslamoFobia” = “Paura dell’islam” non sia un “delitto” bensì un pieno e inalienabile diritto, a maggior ragione viste le recenti cronache mondiali. Atteso come talvolta la “paura” possa anche indurre a reazioni “irrazionali”, ecco per contro alcune indicazioni razionali sul tema.
Se i “musulmani moderati” (da me considerati una specie inesistente, una mera astrazione teorica concepita da fifoni buonisti nostrani) dalle Nostre parti esistessero, potrebbero nel contempo dimostrare di esistere e far cessare la -da taluni- tanto deprecata islamofobia enunciando pubblicamente e praticando con costanza queste prime semplici direttive:

1) concentrare pubblicamente la loro indignazione contro gli islamici (definibili “veri” o “falsi”? Si decidano!) autori di violenze e crimini commessi in nome dell’islam, non già verso i non-musulmani (ovvero verso i contro-jihadisti) che denunciano e biasimano tali gesta atroci;

2) rinunciare definitivamente, lealmente, con fatti e non solo a parole, a ogni e qualsiasi intento di sostituire la Costituzione di qualsiasi Paese non musulmano con la “sharia” -nemmeno con mezzi pacifici- e, coerentemente, in linea con ciò, cancellare dalla dottrina islamica tutti gli insegnamenti istigatori di delitti;

3) accettare il principio inderogabile che la Religione (tutte le Religioni) è un fatto individuale e deve / può sussistere, ma soltanto separatamente e al di sotto rispetto all’ordinamento di uno Stato moderno, le cui Leggi stanno indiscutibilmente al di sopra delle Religioni e valgono per tutti a prescindere da esse;

4) cessare di rivendicare privilegi in nome della loro “religione” e ad onta delle Leggi;

5) insegnare, di nuovo sinceramente, onestamente, in modo trasparente e verificabile nelle “moschee” e nelle “scuole islamiche”, l’imperativo assoluto che i musulmani devono coesistere a pari grado e pacificamente rispettare tutti i non musulmani, in ogni aspetto della vita, e comportarsi sempre di conseguenza;

6) attivare programmi di insegnamento che condannino senza scusanti i concetti di “segregazione”, “discriminazione di genere”, “supremazia islamica”, “legge del taglione” e di “guerra santa” insiti nel Corano, alla lettura pubblica del quale va premessa sempre l’ammonizione a contestualizzarne necessariamente i principi in termini e concetti astratti, mai riferibili a comportamenti reali e attuali;

7) collaborare con le Autorità, dove esistono comunità musulmane, al fine di identificare, isolare e rendere inoffensivi i musulmani “veri” integralisti e violenti, e mai tollerare le cosiddette “zone speciali” di centri abitati dove essi pretendono imporre la legge islamica;

8) interdire e deprecare l’uso di indumenti che coprono totalmente il viso;

9) ammettere pacificamente ogni attività di critica pubblica -anche ironica- rivolta all’islam come a qualsiasi altra religione, da parte sia di “fedeli” che di “non fedeli” e/o di apostati;

10) condividere, e sottoscrivere senza riserve la “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo– 1948” ancorché respinta da tutte le nazioni islamiche.

Se i “musulmani moderati” da noi esistessero e cominciassero ovunque a praticare pubblicamente quanto esposto, la “islamofobia” potrebbe scomparire. Pia illusione? Da noi il fondamentalismo islamico, cioè l’islam vero, deve essere interdetto e / o -dove già esiste- eliminato. È diritto civico e responsabilità etica di ogni persona esigerlo.
Queste note le avevo già scritte (in veste più sintetica) oltre due anni fa. Le ripetizioni possono giovare, ma ogni pazienza ha un limite.
Fino a ora non risulta, salvo prova contraria, che i “musulmani moderati” (ammesso e non concesso che esistano) abbiano inteso. Avanti di questo passo, presto la nostra conclusione sul tema sarà giustificata e inevitabile. Gli islamici i quali respingono i “doveri” imposti dalle Nostre leggi, non possono godere dei “diritti” stabiliti dalle medesime.

http://www.ioamolitalia.it/blogs/il-polemista-polemologo/le-10-direttive-che-i--musulmani-moderati--dovrebbero-enunciare-pubblicaminte.html




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12 novembre 2014

Lettera alla Signora Beretta ( Arrigoni )

Giusto per non dimenticare

Gentile Signora Beretta ,
mi permetta di farle le mie più sincere condoglianze per la tragica perdita di suo figlio .
Sono Israeliano , e mi auguro che la cosa non le faccia venire dei conati di vomito .
Ho letto con interesse le sue dichiarazioni dopo il tragico evento , lei dice " sono orgogliosa di mio figlio " come si dice " ogni scarrafone e bello a mamma sua " ma lei aggiunge anche "Sono rimasta molto sorpresa, oltre che addolorata che sia successa una cosa del genere per l'attività che lui faceva lì: Vittorio non si metteva mai in situazioni di pericolo"
Questa affermazione mi ha molto sorpreso.
Suo figlio da 3 anni viveva a Gaza da dove ogni giorno vengono lanciati decine di razzi contro Israele , e a Gaza ogni giorno l'esercito di Israele risponde a questi attacchi per difendere la popolazione civile Israeliana, suo figlio a Gaza frequentava i membri delle "Brigate Ezzedem Al Quassam " che sono il braccio armato di hamas , per la precisione quelli che girano per le strade armati e col viso coperto , lei come fa a dire che suo figlio " non si metteva mai in pericolo "
Suo figlio andava a braccetto con quelli che lanciano i razzi su Israele, a sentire lei sembrerebbe che suo figlio viveva a Disneyland , e che frequentava Cenerentola , Capuccetto Rosso e Biancaneve, ma probabilmente per lei avere l'immagine di suo figlio che cammina circondato da questi terroristi mascherati e armati a un qualcosa di affascinante .
Ho appreso che lei e anche sindaco di un paesino nel centro della Brianza , Bulciago per la precisione, che decisione prenderebbe il sindaco di Bulciago se da Sondrio lanciassero ogni giorno razzi sul suo paesino ?
Ho letto che nel suo ufficio ha una bandiera di Gaza , potrebbe farsi un giro a Gaza anche lei e vedere come la trattano.
Ho letto anche che Abu Mazen presidente del OLP ha dichiarato che e una pagina buia nella storia palestinese .
Il presidente ha la memoria corta , cortesemente se il presidente Palestinese, le manda un messaggio di cordoglio giri al presidente palestinese questo link http://en.wikipedia.org/wiki/Palestinian_terrorism , c'e tutto l'elenco degli attentati Palestinesi dal 1930 ad oggi , 80 anni di sangue per lo più Ebreo , attacchi ad autobus, ristoranti, scuole , asili, Sinagoghe , aerei , navi da crociera, atleti che vanno alle olimpiadi , c'e ne per tutti i gusti , dica al presidente Abu Mazen che l'assasinio di suo figlio, non e una pagina buia della storia palestinese , e solamente una normale giornata di storia palestinese, anzi aggiungerei che e forse una delle più tranquille giornate di storia palestinese.
Per farla breve cara Signora Beretta, lei sta cercando di confondere la gente , per la precisione quelli che sinceramente le stanno portando le condoglianze , lei sta cercando di fare credere a queste persone che i gruppetti che comandano a Gaza sono brave e tranquille persone , per essere più chiaro, le faccio questo esempio, lei sta cercando di fare credere alla gente che il più grande pezzo di m...a e simile alla mousse al cioccolato .
Ho letto anche i messaggi arrivati dagli amici di suo figlio, e li siamo al delirio vero e proprio , tutto quello che riguarda i palestinesi per loro e magico , una vera e propria favola tutto e bellissimo , i cattivi sono gli Ebrei, cattivissimi che trattano male i poveri palestinesi.
Mi permetta anche qui di essere molto sincero, e vero ,non c'e proprio nessun paragone fra Ebrei e Palestinesi, gli Ebrei da secoli primeggiano in cultura , economia , medicina , sono intellettuali, filosofi , finanzieri , imprenditori in tutto i migliori al mondo, non ultimi Facebook e Google sono tutte creazioni Ebraiche , lei vuole seriamente paragonarci ai palestinesi , e come se volessi paragonare l'uragano Katrina ad un peto .
Un ultima cosa , credo nemmeno faccia piacere a lei che suo figlio venga ricordato come un "pacifista " basta guardare i suoi video su internet per capire che suo figlio in una situazione di guerra aveva scelto da che parte stare e lo faceva non solo a parole, la pace e i veri pacifisti sono un altra cosa, suo figlio non c'entrava proprio niente con queste parole,

Sentite condoglianze

Alon




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11 novembre 2014

Questo è un eroe non i vigliacchi assassini a tradimento

Yishai Katz, un israeliano di 50 anni, ieri stava passando  vicino ad Alon Shvut e ha notato un terrorista con un coltello e una ragazza a terra. Subito è uscito dall’auto e ha urlato contro l'attentaore. E' iniziato un confronto durante il quale Yishai è riuscito a sferrargli un pugno, ricevendo però delle coltellate. Subito dopo sono arrivate le guardie che hanno ucciso l’attentatore.

Yishai Katz, un israeliano di 50 anni, ieri stava passando vicino ad Alon Shvut e ha notato un terrorista con un coltello e una ragazza a terra. Subito è uscito dall’auto e ha urlato contro l'attentaore. E' iniziato un confronto durante il quale Yishai è riuscito a sferrargli un pugno, ricevendo però delle coltellate. Subito dopo sono arrivate le guardie che hanno ucciso l’attentatore.




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10 novembre 2014

Fate pure ma non alle spese di Israele

Le folli dichiarazioni di Emma Bonino
Commento di Deborah Fait

Testata: Informazione Corretta
Data: 09 novembre 2014
Pagina: 1
Autore: Deborah Fait
Titolo: «Le folli dichiarazioni di Emma Bonino»

Si può essere pro-Iran  e filo-israeliana ?
Israele e Palestina, "due democrazie" ?


                                    Monica Maggioni, direttrice di Rainews24

Venerdì 7 novembre 2014, , su Rainews 24, la direttrice Monica Maggioni ha intervistato  Emma Bonino. Argomenti politica estera e Medio Oriente e, naturalmente, Israele.
 http://www.rainews.it/dl/rainews/media/int-Bonino-9bb9d391-c617-4d8d-8ba3-38d19a006cf2.html
"Lei sta parlando con una radicale – afferma la Bonino rispondendo a Monica Maggioni – quindi con una convintamente filoisraeliana, ciò nonostante non dobbiamo approvare la politica di Netanyahu che mette a repentaglio la sicurezza di Israele e radicalizza i palestinesi, dando all’Isis la possibilità di reclutare anche loro"
Sono rimasta allibita da queste parole, non una sola critica ai palestinesi, se sono le belve che sono la responsabilità è di Netanyahu che, costruendo case a Gerusalemme, li costringe a radicalizzarsi e ad ammazzare gli israeliani come se non fosse la storia di sempre, di prima che Netanyahu nascesse, come se non fosse il fine di ogni palestinese che si rispetti diventare martire ammazzando gli odiati sionisti.
Natanyahu sta portando Israele all’isolamento diplomatico, dice la Bonino, ma se Israele è stata isolata da sempre e i palestinesi fanno terrorismo da sempre. Dimentica forse la ex ministra degli esteri che la prima intifada è scoppiata col governo Rabin e la seconda, durata 5 anni di terrore, col governo Barak che voleva dare a Arafat praticamente tutto ricevendo in cambio un rifiuto e la guerra ?
Non erano entrambi di sinistra sia Rabin che Barak? E dove erano le case di Netanyahu all'epoca? La verità è che tutto serve per accusare Israele assolvendo i veri responsabili della situazione di guerra perenne che siamo costretti a vivere in questo Paese.

"Io non parlo della creazione di due paesi ma di due democrazie".
Brava Bonino! Complimenti! I palestinesi hanno proprio le basi necessarie per creare una democrazia, tra un assassinio e l’altro ci stanno giusto pensando, e aggiunge "I radicali avevano fatto la proposta di far entrare in Europa Israele e Palestina ma Israele ha rifiutato!"
Certo che Israele ha rifiutato, come fa a fidarsi di un'Europa antisemita e completamente prona all'islam. Ma la Palestina­­? La Palestinachenonc'e' che ruolo avrebbe in Europa­­­? Divulgare forse la cultura dell’ omicidio, della violenza, dell'odio. Non avete già abbastanza problemi, Bonino, non avete già islamizzato e arabizzato a sufficienza la ormai defunta cultura europea?
Non avete già distrutto la bellezza delle vostre città? Volete proprio il colpo di grazia?

Fate pure ma non alle spese di Israele.

Deborah Fait ,
da Gerusalemme, capitale di Israele unica e indivisibile

Per inviare a RaiNews24 la propria opinione, scrivere a:
webnews24@rai.it
telefonare a: 06/33179000

 


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90




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8 novembre 2014

Aiutiamo gli ebrei a difendersi dai nazisti islamici, COMPRIAMO ISRAELIANO




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6 novembre 2014

Dopo la coppia di cristiani arsi vivi da 400 islamici, in Pakistan un poliziotto ha ucciso a sprangate un detenuto sostenendo che "ha offeso i compagni di Maometto"!

...
Foto: Dopo la coppia di cristiani arsi vivi da 400 islamici, in Pakistan un poliziotto ha ucciso a sprangate un detenuto sostenendo che "ha offeso i compagni di Maometto"!La criminale "legge sulla blasfemia" in vigore da 28 anni continua a fare vittime. Il detenuto si chiamava Syed Tufail Haider, 45enne di Jhang, nel Punjab. Era stato arrestato ieri per aver ferito due persone. Nella notte, durante un interrogatorio, il poliziotto Faraz Naveed lo ha colpito al collo con una spranga, uccidendolo.Come mai la comunità internazionale non si mobilita contro il Pakistan ingiungendogli di abrogare una legge che legittima l'assassino per blasfemia, cioè un presunto reato di opinione, oltretutto sulla base di ricostruzioni del tutto arbitrarie e senza che l'accusatore debba portare le prove della fondatezza dell'accusa? Come mai non si mobilitano le mille associazioni per i diritti dell'uomo che campano e s'ingrassano con i nostri soldi ma sono silenti quando i crimini solo commessi dai terroristi e dagli estremisti islamici?

 

La criminale "legge sulla blasfemia" in vigore da 28 anni continua a fare vittime. 
l detenuto si chiamava Syed Tufail Haider, 45enne di Jhang, nel Punjab. Era stato arrestato ieri per aver ferito due persone. Nella notte, durante un... interrogatorio, il poliziotto Faraz Naveed lo ha colpito al collo con una spranga, uccidendolo.
Come mai la comunità internazionale non si mobilita contro il Pakistan ingiungendogli di abrogare una legge che legittima l'assassino per blasfemia, cioè un presunto reato di opinione, oltretutto sulla base di ricostruzioni del tutto arbitrarie e senza che l'accusatore debba portare le prove della fondatezza dell'accusa? Come mai non si mobilitano le mille associazioni per i diritti dell'uomo che campano e s'ingrassano con i nostri soldi ma sono silenti quando i crimini solo commessi dai terroristi e dagli estremisti islamici?




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5 novembre 2014

terroristi islamici dello "Stato islamico" che negoziano allegramente sulla compravendita di schiave del sesso yazide.


Buongiorno amici! Apriamo gli occhi! Ascoltiamo e capiamo la realtà per quella che è! In un video diffuso dal canale panarabo Al Aan Tv e ripreso dall'Ansa, si vede un gruppo di terroristi islamici dello "Stato islamico" che negoziano allegramente sulla compravendita di schiave del sesso yazide.
"Oggi c'è il mercato degli schiavi", dice il primo. "Chi vuole una schiava yazida?", propone un secondo. "Io vendo la mia schiava yazida", rilancia un terzo. "Te la pago tre banconote, o una pistola", risponde un quarto. "Oggi è il giorno di distribuzione ad Allah piacendo. Ognuno prende la sua parte", assicura un quinto. Se la schiava ha gli occhi azzurri o verdi, o è molto giovane il prezzo è più alto e se non ha i denti allora può anche non valere la pena di acquistarla, perché è necessario comprarle una protesi.
Sono giovani eccitati, sembrano drogati, privi di umanità, che trattano le persone come se fossero degli oggetti. Per loro decapitare e ridurre in schiavitù una ragazza è un fatto normale. Concepire la donna come un semplice oggetto sessuale da eliminare fisicamente se non soddisfa più è considerato islamicamente lecito.
Ebbene tutto ciò è conforme al Corano e a quanto fece Maometto. Il Corano legittima la schiavitù e concepisce la donna come un essere inferiore il cui scopo è soddisfare le voglie sessuali dell'uomo. Maometto, l'esempio a cui si rifanno tutti i musulmani, ha avuto moglie, concubine e schiave scelte tra i prigionieri, così come fanno oggi i terroristi dello Stato Islamico con le donne yazide che non si convertono all'islam.
Svegliamoci! Salviamo le donne yazide dalla schiavitù di questi criminali prima che anche noi finiremo per essere trattati allo stesso modo. Ricordatevi che c'è un solo Corano, un solo Maometto e un solo islam. I musulmani possono comportarsi in modo diverso solo se si attengono ai valori e alle leggi laiche di uno stato di diritto.
È arrivato il momento di combattere e sconfiggere il terrorismo islamico per salvare la nostra civiltà. Andiamo avanti. Insieme ce la faremo!

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/2014/11/03/video-isis-miliziani-comprano-schiave_b9ad9d85-efc1-45e9-9479-d78d37e38d73.html




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3 novembre 2014

ISRAELE, CARCERE FINO A 20 ANNI PER CHI LANCIA PIETRE

Il governo israeliano ha deciso oggi di rafforzare fino a 20 anni la pena carceraria per chi lancia pietre contro le automobili. L'emendamento, riferiscono i media locali, è stato annunciato dal primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu al termine della consueta riunione domenicale del governo. Il provvedimento, che dovrà ora passare al vag...lio dei deputati della Knesset, è stato deciso nell'ambito della nuova stagione di tensione a Gerusalemme iniziata a luglio dopo il rapimento e l'omicidio di un ragazzino palestinese come vendetta per il sequestro e l'assassinio di tre adolescenti ebrei. Tensione rafforzata la settimana scorsa dopo l'uccisione di un attivista palestinese accusato dell'agguato in cui è stato ferito gravemente l'israeliano Yehuda Glick, sostenitore del diritto ebraico alla preghiera sul Monte del Tempio. (AdnKronos)





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2 novembre 2014

Scannatoio islamico: terroristi fanno propaganda – FOTO CHOC

 

SIRIAISLAM2

SI AVVISA CHE CLICCANDO, SI ARRIVA ALLE FOTO NON CENSURATE CHE POSSONO URTARE LA SENSIBILITA’ DEI NON ISLAMICI

Queste foto vengono dalla Siria, e sono state pubblicate come propaganda positiva – il che la dice lunga sulla salute mentale di certe popolazioni – dai terroristi islamici.

<img class="wp-image-46111 size-full" src="http://voxnews.info/wp-content/uploads/2014/11




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31 ottobre 2014

Così funziona la legge severino in italia




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